{"id":553,"date":"2026-05-06T09:43:39","date_gmt":"2026-05-06T09:43:39","guid":{"rendered":"https:\/\/architrip.it\/?p=553"},"modified":"2026-05-06T10:23:22","modified_gmt":"2026-05-06T10:23:22","slug":"montagne-in-metamorfosi-dove-la-crisi-diventa-occasione-di-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/architrip.it\/?p=553","title":{"rendered":"Montagne in metamorfosi: dove la crisi diventa occasione di rinascita"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\" style=\"text-align: left;\"><\/h5>\n<h5 align=\"justify\">Il 31 marzo, presso la Libreria Tarantola di Udine, \u00e8 stato presentato il primo intervento dedicato al rapporto tra architettura e alta montagna, inaugurando il ciclo di tre incontri organizzati dal nostro progetto culturale. Grazie al contributo di Alessandro Comina in merito al lavoro di ricerca svolto in ambito accademico presso il Politecnico di Torino (2025), l\u2019incontro ha posto al centro del dibattito il tema delle trasformazioni che stanno interessando i territori alpini e, in particolare, le infrastrutture sciistiche.<\/h5>\n<h4 align=\"justify\"><b>Il fenomeno dell\u2019abbandono<\/b><\/h4>\n<h5 align=\"justify\">La progressiva dismissione di questi impianti, un tempo emblema di modernit\u00e0 e sviluppo tecnologico, sta alimentando inevitabilmente il fenomeno dell\u2019abbandono, proliferandosi capillarmente nelle aree montane di tutta Europa e introducendo al tempo stesso un connubio di complesse dinamiche ambientali, economiche e sociali con cui misurarsi. Il cambiamento climatico [Foto 1], con la riduzione dell\u2019innevamento naturale e l\u2019instabilit\u00e0 delle precipitazioni, insieme all\u2019aumento dei costi energetici e ai limiti gestionali di infrastrutture ormai obsolete, ha reso evidente la vulnerabilit\u00e0 del modello turistico tradizionale legato agli sport invernali.<\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Come evidenziato dai <\/span><span lang=\"it-IT\"><i><b>Dossier Nevediversa<\/b><\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"><b> <\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">dell\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\"><b>Associazione Legambiente<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">, il numero di impianti dismessi presenti sul territorio nazionale \u00e8 cresciuto del 107% in sei anni, passando da 132 nel 2020 a 273 unit\u00e0 quest\u2019anno. Un\u2019espansione tanto marcata quanto disomogenea, tale da rendere imprescindibile l\u2019elaborazione di strategie di rigenerazione sistemiche e trasversali, calibrate a livello locale in base alle specificit\u00e0 di ciascun contesto territoriale.<\/span><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-1.jpg&#8221; title_text=&#8221;Foto 1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/RADE5F1-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;130px||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;47px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h4 align=\"justify\"><b>Buone pratiche per il futuro<\/b><\/h4>\n<h5 align=\"justify\">Di fronte a questa immobile eredit\u00e0 materiale, emerge la necessit\u00e0 di una riflessione profonda sulle politiche di gestione delle aree interne. Non si tratta soltanto di intervenire sul recupero fisico delle strutture dismesse, eterogenee nelle forme a seconda dell\u2019entit\u00e0, della consistenza e del loro stato dell\u2019arte, ma di un completo rinnovamento del rapporto che intercorre tra una efficace governance multilivello, integrata da sinergie multi-attore<span lang=\"it-IT\">, e una rinnovata concezione del turismo, capace di produrre nuovi orientamenti progettuali.<\/span><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">In questo quadro, nella consapevolezza che non esistono soluzioni universali, emergono tuttavia modalit\u00e0 operative generali condivise anche a livello sovranazionale da parte di organizzazioni come la <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>C.I.P.R.A.<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\"> (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi). Alcune di esse contemplano, da un lato, la riconversione funzionale delle infrastrutture esistenti verso nuovi usi compatibili con il territorio, orientati a forme di turismo lento ed esperienziale capaci di valorizzare le peculiarit\u00e0 locali (dalla storia alle tradizioni, dalla natura all\u2019enogastronomia, dagli eventi culturali alle feste popolari) promuovendo al contempo pratiche sportive che esulano dallo sfruttamento intensivo della neve.<br \/>Dall\u2019altro, gli interventi di bonifica e ripristino ambientale rappresentano interventi da prediligere, associandoli contestualmente ad un recupero generalizzato del materiale, in particolare metallico, da reimmettere in filiere locali secondo principi di circolarit\u00e0, in coerenza con la salvaguardia del patrimonio paesaggistico italiano. Centrale rimane il coinvolgimento attivo delle comunit\u00e0 locali nei processi decisionali, cos\u00ec da costituire modelli partecipativi e inclusivi basati sulle identit\u00e0, sulle singolarit\u00e0 e sui bisogni dei territori, a sostegno della loro vitalit\u00e0 economica e sociale.<\/span><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p><i><\/i><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h4 align=\"justify\"><b>Il progetto A.D.I.R.A.<\/b><\/h4>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Da questa visione generale prende forma A.D.I.R.A. (<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Archivio Digitale sugli Impianti di Risalita Abbandonati<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">), un progetto di mappatura territoriale che realizza il primo censimento nazionale sulle infrastrutture sciistiche dismesse in Italia. Fondato sull\u2019integrazione di sistemi informativi geografici (GIS) e su un approccio empirico, A.D.I.R.A. raccoglie, elabora e unifica in un unico ambiente digitale i dati pubblicati dall\u2019Associazione Legambiente, dall\u2019ONLUS Mountain Wilderness e da altre fonti istituzionali e indipendenti, colmando la frammentazione delle informazioni e fornendo una letteratura organica sul tema. <\/span><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Ad oggi, <\/span>l\u2019indagine applicata su sette regioni dell\u2019Arco Alpino italiano, ha consentito la georeferenziazione di 115 impianti e di 1.164 manufatti. <span lang=\"it-IT\">Strutturato secondo un processo [Foto 4] articolato di ricerca, elaborazione, archiviazione e condivisione, il progetto assicura tracciabilit\u00e0, accuratezza geografica e interoperabilit\u00e0 dei dati, organizzandoli su due livelli: le Schede Impianto, dedicate ai comprensori nel loro insieme, e le Schede Strutture, riferite ai singoli elementi costitutivi (piloni, stazioni ed edifici di servizio). Ogni scheda integra parametri univoci, geografici, descrittivi e di processo, oltre a collegamenti esterni che garantiscono l\u2019affidabilit\u00e0 delle informazioni, l\u2019implementazione di nuovo materiale proveniente dai sopralluoghi e la completa fruibilit\u00e0 dell\u2019archivio fotografico , delineando un modello di catalogazione flessibile nel tempo.<\/span><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-3-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Foto 3&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;104px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Elemento centrale del progetto \u00e8 il <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>WebGIS<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">, concepito come piattaforma di conoscenza articolata su pi\u00f9 livelli. Gli enti e le amministrazioni vi accedono con funzioni di consultazione, verifica e aggiornamento dei dati, utilizzandolo come strumento operativo a supporto delle politiche di governance e di pianificazione territoriale. I cittadini, attraverso un accesso dedicato, possono invece visualizzare le informazioni, proporre segnalazioni o suggerire integrazioni, contribuendo in modo partecipativo al processo di costruzione e validazione del database. <\/span><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">In questa duplice prospettiva, A.D.I.R.A. si pone al servizio dei soggetti pubblici in materia di pianificazione e gestione territoriale come strumento tecnico di supporto per incentivare il riconoscimento formale di questi siti da parte degli strumenti di governo del territorio, incentivando l\u2019attuazione di progetti di recupero e di riqualificazione degli ambiti di intervento individuati.<\/span><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-6-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Foto 6&#8243; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;0px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-7.jpg&#8221; title_text=&#8221;Foto 7&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h4><b>Il caso studio del Monte Farno, Gandino (BG)<\/b><\/h4>\n<h5 align=\"justify\">A rafforzare tale impostazione, \u00e8 stato sviluppato il progetto di rigenerazione del Monte Farno (uno dei siti individuati dal progetto cartografico), che rappresenta un caso studio virtuoso di pianificazione integrata e cooperazione attiva del territorio. Realizzato in collaborazione con l\u2019amministrazione comunale, l\u2019intervento interessa l\u2019area dell\u2019ex Colonia delle Orsoline , uno spazio sottoutilizzato adiacente l\u2019unico accesso alla Conca del Farno e individuato dal P.G.T (Piano di Governo del Territorio) lombardo come ambito di recupero.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8.5-scaled.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;0px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"justify\">L\u2019intervento si inserisce all\u2019interno di una pi\u00f9 ampia strategia di riorganizzazione territoriale, finalizzata a migliorare la fruibilit\u00e0 complessiva dell\u2019area e a rafforzarne la connessione con il centro abitato di Gandino. In tale prospettiva, il progetto promuove una mobilit\u00e0 sostenibile e un\u2019integrazione di sistemi di controllo del traffico veicolare, insieme a una rinnovata qualit\u00e0 degli spazi pubblici e delle strutture di accoglienza turistica, privilegiando interventi architettonici leggeri e capaci di coinvolgere attivit\u00e0 locali in nuovi spazi collettivi dedicati alla comunit\u00e0 e ai visitatori . In attuazione delle prime fasi progettuali, l\u2019amministrazione comunale ha gi\u00e0 provveduto alla demolizione della colonia (Ottobre 2025), rappresentando l\u2019avvio di un processo orientato a nuovi indirizzi di intervento.<\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Inoltre, sempre a Gandino, grazie al finanziamento della Fondazione Cariplo, ottenuto nell\u2019ambito del Bando ALTe 2025 (Alpine Leisure Transformation) da un partenariato composto dalla Provincia e dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo, dal Comune e da Officine Condor, \u00e8 stato possibile avviare diverse azioni sul territorio, fra le quali un percorso partecipato e di attivazione sociale che ha incluso il ripensamento funzionale degli ex piloni della Seggiovia del Farno . Coordinato da Lucio Bosio di Officine Condor, autore di buone pratiche sin dal 2014 grazie al suo \u201cProgetto seggiovia\u201d, il percorso ha coinvolto la popolazione locale in attivit\u00e0 di co-progettazione e autocostruzione, portando all\u2019installazione di arredi pubblici nei pressi del centro storico del paese. Questi esiti, coerenti con le esigenze emerse, rappresentano vettore di memoria storica ed esempi concreti di upcycling<\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-9-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Foto 9&#8243; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;48px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h4 align=\"justify\"><b>Idee che diventano realt\u00e0<\/b><\/h4>\n<h5 align=\"justify\">Le esperienze descritte convergono con la visione dell\u2019Associazione <b>ReAlps<\/b>, collettivo multidisciplinare e laboratorio territoriale nato per trasformare le infrastrutture dismesse in nuove &#8220;geografie del possibile&#8221;. Attraverso la ricerca e l&#8217;ascolto dei territori, il progetto riattiva spazi marginalizzati tramite il riuso creativo di materiali, l\u2019autocostruzione e interventi leggeri capaci di ridurre l\u2019impatto ambientale. Coinvolgendo comunit\u00e0 e professionisti in processi di co-progettazione, ReAlps risponde ai bisogni locali e accompagna percorsi di rinaturalizzazione per ristabilire l\u2019equilibrio tra uomo e montagna. L&#8217;obiettivo \u00e8 valorizzare lo scarto e la memoria dei luoghi come risorse vive, promuovendo un modello dell\u2019abitare condiviso e sostenibile.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-14-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Foto 14&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h4 align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Conclusione<\/b><\/span><\/h4>\n<h5 align=\"justify\">La montagna nella contemporaneit\u00e0 si deve definire non pi\u00f9 come limite marginale, bens\u00ec come laboratorio di sperimentazione in cui la crisi ambientale ed economica si traduce in un\u2019opportunit\u00e0 di attivazione di nuovi processi culturali e territoriali. Le \u201cterre alte\u201d si delineano cos\u00ec come ambiti nei quali la crisi del modello sciistico tradizionale pu\u00f2 trasformarsi in occasione di sviluppo di nuove forme di abitabilit\u00e0 e di economia, pi\u00f9 resilienti, destagionalizzate e diversificate, confermando l\u2019attitudine della montagna a rinnovarsi costantemente, in relazione alle trasformazioni dettate dal contesto storico-culturale di riferimento.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/RACCON2-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_divider _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_divider][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-52px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Articolo a cura di: Alessandro Comina<\/p>\n<p>Fotografie: fornite dall&#8217;autore<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 31 marzo, presso la Libreria Tarantola di Udine, \u00e8 stato presentato il primo intervento dedicato al rapporto tra architettura e alta montagna, inaugurando il ciclo di tre incontri organizzati dal nostro progetto culturale. 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Il secondo protagonista della nostra storia invece \u00e8 l\u2019Istituto Malignani, opera progettuale degli architetti Renzo Agosto, Emilio Mattioni, Enzo Pascolo e Roberto Panelli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaId\":31,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=31\",\"mediaType\":\"image\"} -->\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto spesso scuole, teatri, strade e piazze portano il nome di personalit\u00e0 illustri e ne ricordano la storia, tuttavia si limitano a tramandare una memoria. In questo caso a ben guardare sembra esserci un legame differente, pi\u00f9 solido.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pare che ci sia una continuit\u00e0 una lezione, un modus operandi che unisce un edificio ad un uomo attraverso il pensiero di altri uomini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E cos\u00ec in questo pezzo che stiamo scrivendo non vi racconteremo della storia di Arturo Malignani, altri autori pi\u00f9 illustri di noi lo hanno gi\u00e0 fatto egregiamente, e difficilmente ripercorreremo il racconto della realizzazione dell\u2019Istituto. Tanto meno vi descriveremo quest\u2019ultimo perch\u00e9 siamo convinti che le fotografie scattate per noi da Massimo Crivellari parlino gi\u00e0 da sole ed inoltre siamo certi che quasi tutto voi lettori abbiate chiaro in mente questo edificio davanti al quale sarete passati molte e molte volte. Un edificio che davvero rappresenta una delle porte alla citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece proveremo a mettere in parallelo alcune questioni come la citt\u00e0, l\u2019innovazione costruttiva, le relazioni, le opportunit\u00e0 e l\u2019idea di lusso. Prima quindi di parlare dell\u2019Istituto, dell\u2019edificio, della sua architettura \u00e8 urgente iniziare a ragionare di altro, probabilmente pi\u00f9 importante, pi\u00f9 sostanziale. Ogni volta che scriviamo un articolo ci catapultiamo per un certo periodo in un mondo nuovo, facciamo ricerche, leggiamo pubblicazioni, parliamo con testimoni, ci facciamo un\u2019idea del contesto, prendiamo le misure prima di dire la nostra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla fine dell\u2019800 quando Arturo Malignani brevetta il suo sistema per fare il vuoto all\u2019interno delle lampadine, brevetto che poi vender\u00e0 ad T.A. Edison, risolvendo i problemi finanziari di entrambi e delle rispettive famiglie per alcune generazioni. Per poi passare alla met\u00e0 del \u2018900, al concorso per l\u2019Istituto Malignani vinto da Agosto,Mattioni,Panelli, Pascolo. Ci siamo fermati ed abbiamo fatto quattro conti. L\u2019et\u00e0! L\u2019et\u00e0 di tutti i protagonisti di queste due storie. Malignani aveva 23 anni quando ha letteralmente la sua \u201cilluminazione\u201d ed ottiene l\u2019appalto di gestire l\u2019illuminazione pubblica della citt\u00e0 di Udine ed i quattro architetti hanno una media di 29 anni quando vincono il concorso per la pi\u00f9 importante struttura scolastica della Provincia, ad oggi una delle scuole pi\u00f9 grandi d\u2019Italia. E la cosa \u00e8 in fondo tutt\u2019altro che straordinaria anzi \u00e8 logica, le neuroscienze ci hanno ormai insegnato che quelli sono gli anni in cui la corteccia prefrontale si \u00e8 completamente formata, le energie dell\u2019individuo sono massime, il suo entusiasmo vitale altrettanto, gli studi fanno ancora parte del quotidiano. Quello \u00e8 il momento della vita di un individuo in cui \u00e8 possibile esprimere il massimo del proprio potenziale, del proprio genio, Einstein a 26 anni elabora la teoria della relativit\u00e0 ristretta e rivoluziona la fisica newtoniana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaPosition\":\"right\",\"mediaId\":33,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=33\",\"mediaType\":\"image\",\"mediaWidth\":56} -->\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 56%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph {\"placeholder\":\"Contenuto\u2026\"} -->\n<p>E noi che scriviamo in questo momento siamo dei \u201cgiovani\u201d architetti ultra quarantenni che pazientemente attendono la propria occasione. Questa riflessione non ha alcuna finalit\u00e0 di autocommiserazione quanto al contrario di mera e concreta polemica verso un sistema, quello attuale, incapace di comprendere come la strategia per ottenere grandi risultati, come quelli di cui stiamo parlando passa unicamente dalla valorizzazione dei giovani e delle loro enormi potenzialit\u00e0. E questo lo facciamo con ancor pi\u00f9 forza dopo aver passeggiato per aule e corridoi di quello straordinario edificio che \u00e8 il Malignani ed aver respirato energia e potenzialit\u00e0 che deve essere immediatamente messa in campo, utilizzata da e per la nostra societ\u00e0, che al contrario oggi vede spesso i giovani come strumento e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-3-1024x679.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-33 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma i 5 giovani di cui stiamo raccontando che sono vissuti a poco pi\u00f9 che cinquant\u2019anni di distanza tra loro, in epoche molto diverse, sono comunque giovani pieni di energia e perfettamente inseriti all\u2019interno dei pi\u00f9 stimolanti, oggi si direbbe \u201cnetwork culturali\u201d. Arturo Malignani dalla provincia udinese si muove verso Padova e Milano dove intesse relazioni con personalit\u00e0 del calibro di Giuseppe Colombo che gli permetter\u00e0 di entrare in contatto con la Edison, rapporto che avr\u00e0 il suo culmine con un viaggio direttamente a New York.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro architetti in egual modo fanno parte di quella generazione che importa la lezione del moderno a Udine e lo fa grazie anche ad un costante dialogo tra architetti ed un fortissimo legame con quel potentissimo serbatoio di energia che \u00e8 lo IUAV di Venezia negli anni di Samon\u00e0, Gardella, Scarpa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un circolo di architetti pronti ad andare a costruire relazioni fuori dai confini nazionali studiando l\u2019opera organica di Frank Lloyd Wright piuttosto che quella razionale di Le Corbusier o meglio ancora il lavoro di sintesi di Alvar Aalto che pi\u00f9 dei primi due ha profondamente influenzato l\u2019architettura friulana di quegli anni. In questo costante lavoro di ricerca e di costruzione di relazioni, immaginiamo difficili in tempi di viaggi in nave di lettere scritte a mano, vediamo una seconda lezione quella di ricercare lontano, di mettersi in discussione di voler crescere assieme agli altri. Una lezione troppo spesso dimenticata oggi in questo mondo cos\u00ec vicino nel quale con un click \u00e8 possibile raggiungere e parlare praticamente con chiunque... ma oggi siamo tutti di fretta e tutti cos\u00ec concentrati su noi stessi, spesso spaventati dal confronto e gelosi delle proprie conquiste. E quella parte del mondo che al contrario ha capito che assieme si \u00e8 molto di pi\u00f9 inesorabilmente avanza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza lezione che abbiamo imparato \u00e8 che tutto parte dalla visione di citt\u00e0. Ed oggi appare cos\u00ec difficile ragionare sulla citt\u00e0 e soprattutto incidere su di essa attraverso progetti sostanziali. Malignani concentra davvero le sue attivit\u00e0 per lo sviluppo di Udine e lo fa su molti fronti diversificati. Inizia dall\u2019illuminazione cittadina portando Udine ad essere la citt\u00e0 meglio illuminata al mondo alla fine dell\u2019800, passa a realizzare microcentrali idroelettriche sfruttando il circuito delle rogge, realizza un importante osservatorio meteorologico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizza una linea di tram elettrico che collega la citt\u00e0 fino a Tarcento, quanto sarebbe utile oggi che la via Nazionale \u00e8 divenuto un importante ed intasato asse commerciale. Allo stesso tempo gli architetti vincitori del concorso per l\u2019Istituto Malignani avevano una ferma e solida convinzione che la professione dell\u2019architetto dovesse prima di tutto avere un ruolo sociale e per questo influenzare profondamente le scelte che intervengono sulla forma della citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comprendevano perfettamente che il loro progetto in quanto pezzo di citt\u00e0 ne avrebbe necessariamente condizionato lo sviluppo fino ad oggi ed oltre. Inutile nascondere il fatto che tale visione \u00e8 strettamente politica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giova tuttavia ricordare che politica \u00e8 \u201cpolitik\u00e9\u201d e cio\u00e8 \u201cci\u00f2 che attiene alla citt\u00e0\u201d, lo sapevano bene i quattro architetti. Tutto questo oggi appare dimenticato, in questi tempi in cui la politica ha paura a parlare di urbanistica, in questi tempi in cui non si \u00e8 capaci di costruire una visione di citt\u00e0, in questi tempi in cui gli architetti, che di polis se ne intendono, sono gli ultimi ad essere ascoltati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia costruttiva lega i due Malignani e rappresenta per noi un ulteriore punto di riflessione. Arturo \u00e8 un imprenditore del cemento armato, di cui coglie le enormi potenzialit\u00e0. Fonda infatti nel 1907 la Societ\u00e0 Cementi del Friuli che nel 1921 si espander\u00e0 anche in Veneto. E\u2019 evidente che oltre al fiuto imprenditoriale in lui c\u2019\u00e8 anche, come sempre, un fortissimo entusiasmo per l\u2019innovazione ne \u00e8 evidenza il suo progetto per una torre in cemento alta 325 metri.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l\u2019Istituto che porta il suo nome \u00e8 una perfetta esemplificazione della potenzialit\u00e0 costruttiva ed allo stesso tempo espressiva del cemento armato. La lezione modernista \u00e8 viva in questo edificio costruito mediante principi di modularit\u00e0 ed ottimizzazione realizzativa. Siamo davanti ad uomini che credono nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, scommettono su di essere e le utilizzano in modo coraggioso nella consapevolezza che solo in questo modo si pu\u00f2 avere progresso. Il coraggio di quegli anni dovrebbe farci riflettere rispetto ad un\u2019attuale attitudine a nascondersi troppo spesso dietro al gi\u00e0 noto, alla via gi\u00e0 percorsa e per questo considerata sicura, in ci\u00f2 quello che noi di sicuro vediamo \u00e8 un rallentamento della spinta innovativa ed una stagnazione culturale della disciplina architettonica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo le lezioni ragionando su un punto del bando di concorso per l\u2019Istituto, un bando scritto in sole 15 pagine ma chiarissimo. Un bando che potrebbe essere di esempio. Ma ora ci interessa una precisa affermazione contenuta nel testo \u201cl\u2019edificio dovr\u00e0 avere la massima sobriet\u00e0 escludendo ogni elemento di lusso\u201d. Passeggiando per gli ampi corridoi invasi al pari della aule dalla luce naturale, guardando dalle finestre lo spazio verde che circondo l\u2019edificio, ammirando le opere d\u2019arte di Ciussi, affacciandoci dalle balconate dell\u2019ingresso quasi fossimo in un foyer teatrale ci chiediamo se davvero non siamo al contrario circondati dal lusso. Un lusso fatto di qualit\u00e0 dello spazio, di semplificazione dei flussi, di funzionalit\u00e0 costante di una macchina che assolve pienamente alla sua funzione, come direbbe l\u2019architetto Riccardo De Santis, di edificio educante proprio in virt\u00f9 di quella per noi enormemente lussuosa qualit\u00e0 spaziale che \u00e8 il frutto del sapiente dosaggio di proporzioni, di bioclimatica (che non \u00e8 una cosa nuova ma antica), di scelta dei materiali. Ed \u00e8 proprio questo lusso silenzioso e discreto che non si vede che forse permette l\u2019innescarsi di relazioni tra persone in un edificio che \u00e8 una citt\u00e0, relazioni che forse genereranno opportunit\u00e0 per quei giovani che si approcciano a costruire il futuro. Punti di riflessione che ci sono parsi sorprendentemente vicini elementi senza tempo che davvero possono modificare la qualit\u00e0 del nostro vivere. Lezioni che si sono fatte materia e che hanno caratterizzato le vite di persone che amavano profondamente i loro mestieri, questo portiamo con noi dopo aver conosciuto i Malignani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"2880","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-darchitettura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Montagne in metamorfosi: dove la crisi diventa occasione di rinascita - Architrip<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/architrip.it\/?p=553\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Montagne in metamorfosi: dove la crisi diventa occasione di rinascita - Architrip\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il 31 marzo, presso la Libreria Tarantola di Udine, \u00e8 stato presentato il primo intervento dedicato al rapporto tra architettura e alta montagna, inaugurando il ciclo di tre incontri organizzati dal nostro progetto culturale. 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