{"id":535,"date":"2026-02-18T10:08:15","date_gmt":"2026-02-18T10:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/architrip.it\/?p=535"},"modified":"2026-02-18T10:09:47","modified_gmt":"2026-02-18T10:09:47","slug":"emilio-mattioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/architrip.it\/?p=535","title":{"rendered":"EMILIO MATTIONI"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\" style=\"text-align: left;\"><\/h5>\n<h5 align=\"left\" style=\"text-align: left;\">Emilio Mattioni fu una tra le figure pi\u00f9 rilevanti del panorama architettonico friulano. Purtroppo per\u00f2, osservando i personaggi che hanno contribuito a formare e consolidare una scuola friulana dell\u2019architettura, la sua persona e la sua opera passano spesso in secondo piano. Il suo carattere riservato e introverso e la radicale decisione di non pubblicizzare il suo lavoro, hanno fatto s\u00ec che Mattioni sfuggisse ai radar regionali, figuriamoci a quelli nazionali. La volont\u00e0 di non apparire, di preferire il silenzio all\u2019attenzione della critica, (a patto che questa esista in Friuli), \u00e8 stata la prima caratteristica che ho estrapolato dei nostri incontri, iniziati nel 2019.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/doc04119120250302180700_001-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;doc04119120250302180700_001&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Mattioni-Emilio-019-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Mattioni Emilio&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;51px||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;168px||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Le interviste che Mattioni mi ha concesso si svolgevano quasi sempre di sabato mattina, nella sua casa in Via Ampezzo a Udine, progettata da Ermes Midena. La casa, piccola e ben distribuita, oltre a rappresentare l\u2019eleganza delle scelte e l\u2019estrema cura nei dettagli riscontrabile in tutte le opere del Midena, era riempita in ogni dove di libri; libri custoditi nelle librerie di Lips Vago in metallo nero, ammucchiati sul tavolo da<br \/>pranzo o sul tavolino del soggiorno, oppure addirittura appoggiati sul pavimento a formare pile da scartare per raggiungere il divano, dove potevano partire le nostre conversazioni.<\/h5>\n<h5>A rendere ancora pi\u00f9 ingombrante il peso della Cultura in quella casa erano i molteplici quadri precisi, geometrici e<br \/>colorati di Carlo Ciussi. Se \u00e8 vero che si impara molto osservando le case abitate dagli architetti, nella piccola casa di Mattioni era evidente la levatura e il respiro culturale del personaggio. La lettura, forse la sua prima grande passione, gli aveva permesso di espandere e approfondire i<br \/>propri interessi, che partivano dalle scienze esatte, passavano per la storia e geografia fino ad arrivare alla filosofia.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p><i><\/i><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Fin dai nostri primi incontri, Mattioni \u00e8 stato sempre riluttante a parlare dei suoi edifici, cercando di portare la conversazione ad un livello pi\u00f9 alto delle contingenze, o di dati problemi particolari, facendomi capire che l\u2019architettura vera \u00e8 quella generata e sostenuta da una solida base culturale. Trovo che il primo elemento importante dell\u2019opera di Mattioni sia proprio questo: l\u2019ampia preparazione intellettuale gli ha sempre permesso di ottenere una visione ampia sulle questioni della societ\u00e0 moderna e dare una risposta precisa ai problemi incontrati. Questo aspetto, a mio avviso, lo fa appartenere ad una stretta schiera di architetti che hanno cercato di interpretare a loro modo la propria epoca, enfatizzandone le caratteristiche principali. Non \u00e8 un caso che l\u2019opera di Mattioni sia imperniata, oltre che su una vasta attivit\u00e0 urbanistica, sulla progettazione di edifici industriali, complessi scolastici (con Renzo Agosto), interi quartieri (i PEEP con Agosto e Gianugo Polesello) e infrastrutture. Tutti questi progetti, nati da continue riflessioni sul rapporto tra edificio, territorio e societ\u00e0, suggeriscono che l\u2019obbiettivo finale di Mattioni e i suoi colleghi di studio fosse quello di dare struttura e forma ad un territorio attraversato da grandi cambiamenti economici e sociali come quello friulano del dopoguerra.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/vivaro-3-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;vivaro 3&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;93px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Questo aspetto si percepisce soprattutto nelle fabbriche, curate da Mattioni in prima persona, intese non come edifici isolati nel territorio ma come singoli capitoli di una grande infrastruttura, in grado di reggere e anticipare il veloce e imprevedibile sviluppo economico degli anni \u201960.<br \/>Questa profonda consapevolezza nella pianificazione urbanistica, nell\u2019arte di disporre gli edifici in un territorio, si accompagna ad una grande capacit\u00e0 costruttiva, che permette a Mattioni di controllare l\u2019intero processo architettonico. Questo \u00e8, forse, il secondo carattere principale del suo operato: l\u2019estrema lucidit\u00e0 e chiarezza con cui finalizza ogni parte dell\u2019oggetto architettonico rendendolo coerente con le sue premesse urbanistiche. Il modo in cui Mattioni cura il dettaglio e la<br \/>sapienza o il rispetto con cui utilizza i materiali si rif\u00e0 sicuramente ad una grande tradizione di costruttori friulani come Provino e Gino Valle, Midena, Pietro Zanini, Gianni Avon fino ad arrivare al<br \/>suo collega Agosto. Tutti questi professionisti sono accomunati da una solida \u201ccertezza tecnologica\u201d e una grande \u201csicurezza del mestiere\u201d, due termini utilizzati da Luigi Pellegrin nel<br \/>descrivere l\u2019opera di Midena, sulle pagine \u201cL\u2019Architettura, Cronache e Storia\u201d.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dormisch-foto-vecchia.jpg&#8221; title_text=&#8221;Dormisch foto vecchia&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;128px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/manifattura-vista-dallalto-MODIFICATA&#8211;scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;manifattura vista dall&#8217;alto MODIFICATA&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Il terzo ed ultimo elemento che mi sento di estrapolare dalle architetture di Emilio Mattioni \u00e8 la capacit\u00e0 con cui riesca a dare una connotazione poetica al progetto, al fine di nobilitarne la figura e moltiplicarne le possibili interpretazioni con pochi e semplici gesti senza ricorrere a soluzioni acrobatiche e costose. Basta osservare la monumentale simmetria Palladiana del Maglificio di Magnano in Riviera, i famosi 80 obl\u00f2 della \u201cPrua di nave\u201d Dormisch, il grande scavo dello Stabilimento Delser o il grande oggetto riflettente delle Manifatture di Gemona del Friuli per rendersi conto di come questi gesti donano riconoscibilit\u00e0 e elevano la figura del banale \u201ccapannone\u201d ad opera di architettura degna di essere ricordata. Vorrei infine, concludere questa personale interpretazione dell\u2019opera di Emilio Mattioni citando di nuovo l\u2019articolo su Midena di Luigi Pellegrin, che penso riassuma in maniera esatta l\u2019importanza di questi architetti silenziosi e un po\u2019 dimenticati, ma degni di essere ricordati come i loro edifici: \u201cQuesto l\u2019architetto udinese Ermes Midena (\u2026) Esempio costante di ricezione europea, il cui valore morale non pu\u00f2 sfuggire a nessuno. Quando il centro cede, quando Roma e Milano si chiudono nell\u2019autarchia, la tradizione moderna in Italia \u00e8 affidata agli uomini onesti della provincia che costituiscono la vera riserva di<br \/>una civilt\u00e0 artistica che, da oltre un secolo, rischia di cadere nel provincialismo.\u201d<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Emilio-Mattioni_Antonio-Soramel_031-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_divider _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_divider][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-52px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Articolo a cura di: Antonio Soramel<\/p>\n<p>Fotografie: Elia Falaschi<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emilio Mattioni fu una tra le figure pi\u00f9 rilevanti del panorama architettonico friulano. 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Il secondo protagonista della nostra storia invece \u00e8 l\u2019Istituto Malignani, opera progettuale degli architetti Renzo Agosto, Emilio Mattioni, Enzo Pascolo e Roberto Panelli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaId\":31,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=31\",\"mediaType\":\"image\"} -->\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto spesso scuole, teatri, strade e piazze portano il nome di personalit\u00e0 illustri e ne ricordano la storia, tuttavia si limitano a tramandare una memoria. In questo caso a ben guardare sembra esserci un legame differente, pi\u00f9 solido.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pare che ci sia una continuit\u00e0 una lezione, un modus operandi che unisce un edificio ad un uomo attraverso il pensiero di altri uomini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E cos\u00ec in questo pezzo che stiamo scrivendo non vi racconteremo della storia di Arturo Malignani, altri autori pi\u00f9 illustri di noi lo hanno gi\u00e0 fatto egregiamente, e difficilmente ripercorreremo il racconto della realizzazione dell\u2019Istituto. Tanto meno vi descriveremo quest\u2019ultimo perch\u00e9 siamo convinti che le fotografie scattate per noi da Massimo Crivellari parlino gi\u00e0 da sole ed inoltre siamo certi che quasi tutto voi lettori abbiate chiaro in mente questo edificio davanti al quale sarete passati molte e molte volte. Un edificio che davvero rappresenta una delle porte alla citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece proveremo a mettere in parallelo alcune questioni come la citt\u00e0, l\u2019innovazione costruttiva, le relazioni, le opportunit\u00e0 e l\u2019idea di lusso. Prima quindi di parlare dell\u2019Istituto, dell\u2019edificio, della sua architettura \u00e8 urgente iniziare a ragionare di altro, probabilmente pi\u00f9 importante, pi\u00f9 sostanziale. Ogni volta che scriviamo un articolo ci catapultiamo per un certo periodo in un mondo nuovo, facciamo ricerche, leggiamo pubblicazioni, parliamo con testimoni, ci facciamo un\u2019idea del contesto, prendiamo le misure prima di dire la nostra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla fine dell\u2019800 quando Arturo Malignani brevetta il suo sistema per fare il vuoto all\u2019interno delle lampadine, brevetto che poi vender\u00e0 ad T.A. Edison, risolvendo i problemi finanziari di entrambi e delle rispettive famiglie per alcune generazioni. Per poi passare alla met\u00e0 del \u2018900, al concorso per l\u2019Istituto Malignani vinto da Agosto,Mattioni,Panelli, Pascolo. Ci siamo fermati ed abbiamo fatto quattro conti. L\u2019et\u00e0! L\u2019et\u00e0 di tutti i protagonisti di queste due storie. Malignani aveva 23 anni quando ha letteralmente la sua \u201cilluminazione\u201d ed ottiene l\u2019appalto di gestire l\u2019illuminazione pubblica della citt\u00e0 di Udine ed i quattro architetti hanno una media di 29 anni quando vincono il concorso per la pi\u00f9 importante struttura scolastica della Provincia, ad oggi una delle scuole pi\u00f9 grandi d\u2019Italia. E la cosa \u00e8 in fondo tutt\u2019altro che straordinaria anzi \u00e8 logica, le neuroscienze ci hanno ormai insegnato che quelli sono gli anni in cui la corteccia prefrontale si \u00e8 completamente formata, le energie dell\u2019individuo sono massime, il suo entusiasmo vitale altrettanto, gli studi fanno ancora parte del quotidiano. Quello \u00e8 il momento della vita di un individuo in cui \u00e8 possibile esprimere il massimo del proprio potenziale, del proprio genio, Einstein a 26 anni elabora la teoria della relativit\u00e0 ristretta e rivoluziona la fisica newtoniana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaPosition\":\"right\",\"mediaId\":33,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=33\",\"mediaType\":\"image\",\"mediaWidth\":56} -->\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 56%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph {\"placeholder\":\"Contenuto\u2026\"} -->\n<p>E noi che scriviamo in questo momento siamo dei \u201cgiovani\u201d architetti ultra quarantenni che pazientemente attendono la propria occasione. Questa riflessione non ha alcuna finalit\u00e0 di autocommiserazione quanto al contrario di mera e concreta polemica verso un sistema, quello attuale, incapace di comprendere come la strategia per ottenere grandi risultati, come quelli di cui stiamo parlando passa unicamente dalla valorizzazione dei giovani e delle loro enormi potenzialit\u00e0. E questo lo facciamo con ancor pi\u00f9 forza dopo aver passeggiato per aule e corridoi di quello straordinario edificio che \u00e8 il Malignani ed aver respirato energia e potenzialit\u00e0 che deve essere immediatamente messa in campo, utilizzata da e per la nostra societ\u00e0, che al contrario oggi vede spesso i giovani come strumento e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-3-1024x679.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-33 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma i 5 giovani di cui stiamo raccontando che sono vissuti a poco pi\u00f9 che cinquant\u2019anni di distanza tra loro, in epoche molto diverse, sono comunque giovani pieni di energia e perfettamente inseriti all\u2019interno dei pi\u00f9 stimolanti, oggi si direbbe \u201cnetwork culturali\u201d. Arturo Malignani dalla provincia udinese si muove verso Padova e Milano dove intesse relazioni con personalit\u00e0 del calibro di Giuseppe Colombo che gli permetter\u00e0 di entrare in contatto con la Edison, rapporto che avr\u00e0 il suo culmine con un viaggio direttamente a New York.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro architetti in egual modo fanno parte di quella generazione che importa la lezione del moderno a Udine e lo fa grazie anche ad un costante dialogo tra architetti ed un fortissimo legame con quel potentissimo serbatoio di energia che \u00e8 lo IUAV di Venezia negli anni di Samon\u00e0, Gardella, Scarpa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un circolo di architetti pronti ad andare a costruire relazioni fuori dai confini nazionali studiando l\u2019opera organica di Frank Lloyd Wright piuttosto che quella razionale di Le Corbusier o meglio ancora il lavoro di sintesi di Alvar Aalto che pi\u00f9 dei primi due ha profondamente influenzato l\u2019architettura friulana di quegli anni. In questo costante lavoro di ricerca e di costruzione di relazioni, immaginiamo difficili in tempi di viaggi in nave di lettere scritte a mano, vediamo una seconda lezione quella di ricercare lontano, di mettersi in discussione di voler crescere assieme agli altri. Una lezione troppo spesso dimenticata oggi in questo mondo cos\u00ec vicino nel quale con un click \u00e8 possibile raggiungere e parlare praticamente con chiunque... ma oggi siamo tutti di fretta e tutti cos\u00ec concentrati su noi stessi, spesso spaventati dal confronto e gelosi delle proprie conquiste. E quella parte del mondo che al contrario ha capito che assieme si \u00e8 molto di pi\u00f9 inesorabilmente avanza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza lezione che abbiamo imparato \u00e8 che tutto parte dalla visione di citt\u00e0. Ed oggi appare cos\u00ec difficile ragionare sulla citt\u00e0 e soprattutto incidere su di essa attraverso progetti sostanziali. Malignani concentra davvero le sue attivit\u00e0 per lo sviluppo di Udine e lo fa su molti fronti diversificati. Inizia dall\u2019illuminazione cittadina portando Udine ad essere la citt\u00e0 meglio illuminata al mondo alla fine dell\u2019800, passa a realizzare microcentrali idroelettriche sfruttando il circuito delle rogge, realizza un importante osservatorio meteorologico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizza una linea di tram elettrico che collega la citt\u00e0 fino a Tarcento, quanto sarebbe utile oggi che la via Nazionale \u00e8 divenuto un importante ed intasato asse commerciale. Allo stesso tempo gli architetti vincitori del concorso per l\u2019Istituto Malignani avevano una ferma e solida convinzione che la professione dell\u2019architetto dovesse prima di tutto avere un ruolo sociale e per questo influenzare profondamente le scelte che intervengono sulla forma della citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comprendevano perfettamente che il loro progetto in quanto pezzo di citt\u00e0 ne avrebbe necessariamente condizionato lo sviluppo fino ad oggi ed oltre. Inutile nascondere il fatto che tale visione \u00e8 strettamente politica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giova tuttavia ricordare che politica \u00e8 \u201cpolitik\u00e9\u201d e cio\u00e8 \u201cci\u00f2 che attiene alla citt\u00e0\u201d, lo sapevano bene i quattro architetti. Tutto questo oggi appare dimenticato, in questi tempi in cui la politica ha paura a parlare di urbanistica, in questi tempi in cui non si \u00e8 capaci di costruire una visione di citt\u00e0, in questi tempi in cui gli architetti, che di polis se ne intendono, sono gli ultimi ad essere ascoltati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia costruttiva lega i due Malignani e rappresenta per noi un ulteriore punto di riflessione. Arturo \u00e8 un imprenditore del cemento armato, di cui coglie le enormi potenzialit\u00e0. Fonda infatti nel 1907 la Societ\u00e0 Cementi del Friuli che nel 1921 si espander\u00e0 anche in Veneto. E\u2019 evidente che oltre al fiuto imprenditoriale in lui c\u2019\u00e8 anche, come sempre, un fortissimo entusiasmo per l\u2019innovazione ne \u00e8 evidenza il suo progetto per una torre in cemento alta 325 metri.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l\u2019Istituto che porta il suo nome \u00e8 una perfetta esemplificazione della potenzialit\u00e0 costruttiva ed allo stesso tempo espressiva del cemento armato. La lezione modernista \u00e8 viva in questo edificio costruito mediante principi di modularit\u00e0 ed ottimizzazione realizzativa. Siamo davanti ad uomini che credono nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, scommettono su di essere e le utilizzano in modo coraggioso nella consapevolezza che solo in questo modo si pu\u00f2 avere progresso. Il coraggio di quegli anni dovrebbe farci riflettere rispetto ad un\u2019attuale attitudine a nascondersi troppo spesso dietro al gi\u00e0 noto, alla via gi\u00e0 percorsa e per questo considerata sicura, in ci\u00f2 quello che noi di sicuro vediamo \u00e8 un rallentamento della spinta innovativa ed una stagnazione culturale della disciplina architettonica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo le lezioni ragionando su un punto del bando di concorso per l\u2019Istituto, un bando scritto in sole 15 pagine ma chiarissimo. Un bando che potrebbe essere di esempio. Ma ora ci interessa una precisa affermazione contenuta nel testo \u201cl\u2019edificio dovr\u00e0 avere la massima sobriet\u00e0 escludendo ogni elemento di lusso\u201d. Passeggiando per gli ampi corridoi invasi al pari della aule dalla luce naturale, guardando dalle finestre lo spazio verde che circondo l\u2019edificio, ammirando le opere d\u2019arte di Ciussi, affacciandoci dalle balconate dell\u2019ingresso quasi fossimo in un foyer teatrale ci chiediamo se davvero non siamo al contrario circondati dal lusso. Un lusso fatto di qualit\u00e0 dello spazio, di semplificazione dei flussi, di funzionalit\u00e0 costante di una macchina che assolve pienamente alla sua funzione, come direbbe l\u2019architetto Riccardo De Santis, di edificio educante proprio in virt\u00f9 di quella per noi enormemente lussuosa qualit\u00e0 spaziale che \u00e8 il frutto del sapiente dosaggio di proporzioni, di bioclimatica (che non \u00e8 una cosa nuova ma antica), di scelta dei materiali. Ed \u00e8 proprio questo lusso silenzioso e discreto che non si vede che forse permette l\u2019innescarsi di relazioni tra persone in un edificio che \u00e8 una citt\u00e0, relazioni che forse genereranno opportunit\u00e0 per quei giovani che si approcciano a costruire il futuro. Punti di riflessione che ci sono parsi sorprendentemente vicini elementi senza tempo che davvero possono modificare la qualit\u00e0 del nostro vivere. Lezioni che si sono fatte materia e che hanno caratterizzato le vite di persone che amavano profondamente i loro mestieri, questo portiamo con noi dopo aver conosciuto i Malignani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"2880","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-535","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vite-darchitetto"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>EMILIO MATTIONI - Architrip<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/architrip.it\/?p=535\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"EMILIO MATTIONI - Architrip\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Emilio Mattioni fu una tra le figure pi\u00f9 rilevanti del panorama architettonico friulano. 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