{"id":503,"date":"2025-09-23T10:56:24","date_gmt":"2025-09-23T10:56:24","guid":{"rendered":"https:\/\/architrip.it\/?p=503"},"modified":"2025-10-14T08:05:33","modified_gmt":"2025-10-14T08:05:33","slug":"borsa-di-studio-mario-puntil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/architrip.it\/?p=503","title":{"rendered":"BORSA DI STUDIO MARIO PUNTIL"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Ci sono persone che continuano a parlare anche quando non ci sono pi\u00f9. La loro voce si conserva nei racconti di chi li ha amati, nei ricordi che ritornano all\u2019improvviso, nel modo in cui hanno insegnato agli altri a guardare il mondo. Cos\u00ec \u00e8 per <strong>Mario Puntil<\/strong>. Noi non lo abbiamo conosciuto da vicino: Tommaso lo ha incontrato una sola volta. Ma attraverso le parole della sua famiglia, degli amici e dei colleghi, abbiamo imparato a scoprire chi fosse davvero. Ne emerge il ritratto di un <strong>architetto essenziale e diretto<\/strong>, lontano da conformismi e giochi di potere, capace di ascoltare e di prendersi cura. Una presenza calda e autentica, che ancora oggi si fa sentire nel silenzio delle sue <strong>montagne friulane<\/strong>, nei segni architettonici che amava osservare e nei racconti che continuano a circolare intorno al suo nome.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_074-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_026-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;51px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;153px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Da questa memoria viva \u00e8 nata l\u2019idea di una <strong>borsa di studio<\/strong> che ogni anno affida a uno studente, un laureato o un giovane architetto il compito di indagare un\u2019opera di <strong>architettura montana contemporanea del Friuli Venezia Giulia<\/strong>. Il risultato \u00e8 un piccolo <strong>carnet<\/strong>: un quaderno fatto di appunti, disegni, fotografie e riflessioni, capace di trasformare la ricerca in un gesto concreto, di custodire e rilanciare un patrimonio che rischierebbe di restare invisibile. \u00c8 un modo semplice e potente per continuare a raccontare ci\u00f2 che Mario amava: l\u2019<strong>architettura come dialogo con il paesaggio<\/strong>, come gesto civile e come cura delle cose piccole che ci circondano.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><strong>architrip<\/strong>, da quest\u2019anno, sceglie di sostenere questa iniziativa. Non per apporre un marchio accanto a un altro, ma per dare con i nostri strumenti e la nostra rete maggiore visibilit\u00e0 a un progetto che sentiamo vicino. Perch\u00e9 raccontare <strong>architettura<\/strong> significa anche fare <strong>memoria attiva<\/strong>, restituire senso ai <strong>luoghi<\/strong> e costruire comunit\u00e0 intorno a ci\u00f2 che merita di essere visto meglio. Ed \u00e8 questo, crediamo, il modo migliore per continuare la conversazione con Mario.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p><i><\/i><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">La <strong>Borsa di Studio Mario Puntil<\/strong> nasce da un\u2019intuizione condivisa: da Tommaso, dall\u2019architetto <strong>Ermes Ivo Buzzi<\/strong>, dalla famiglia Puntil e dall\u2019architetto <strong>Federico Mentil<\/strong>, che insieme hanno immaginato un modo concreto e duraturo per trasformare il ricordo in ricerca viva. Ogni nuovo <strong>carnet<\/strong> si somma ai precedenti e, insieme, va a formare un\u2019antologia: una <strong>memoria in movimento<\/strong> che cresce con il tempo e che porta il nome di Mario. \u00c8 un modo per dire che la conoscenza non appartiene a pochi, ma si costruisce passo dopo passo, come un sentiero che si apre camminando.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">La scelta di concentrare lo sguardo sull\u2019<strong>architettura alpina del Friuli Venezia Giulia<\/strong> non \u00e8 casuale. \u00c8 qui che si trovano opere capaci di interpretare la modernit\u00e0 con forza e originalit\u00e0, senza mai perdere il dialogo con la tradizione. Non si tratta di architetture minori: basti pensare a figure come <strong>Luciano Di Sopra<\/strong> o i fratelli <strong>Valle<\/strong>, che hanno segnato la cultura progettuale del territorio lasciando opere che ancora oggi sorprendono per freschezza e radicalit\u00e0. Mettere in luce queste esperienze significa non solo valorizzare un patrimonio culturale di assoluto valore, ma anche continuare a interrogarsi sul senso dell\u2019<strong>abitare in montagna<\/strong>, sui modi in cui l\u2019<strong>architettura<\/strong> pu\u00f2 radicarsi nei luoghi e al tempo stesso aprire nuove possibilit\u00e0.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_014-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;93px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Ogni <strong>borsa di studio<\/strong> ha un valore economico preciso, ma ci\u00f2 che davvero conta \u00e8 l\u2019esperienza che offre: la possibilit\u00e0 di misurarsi con un\u2019opera concreta, di attraversarla con la lente dell\u2019analisi, ma anche con la curiosit\u00e0 personale e la sensibilit\u00e0 individuale. \u00c8 un esercizio che chiede tempo e dedizione, e che restituisce molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 che appare. Chi riceve la borsa non lavora mai da solo: c\u2019\u00e8 un <strong>comitato scientifico<\/strong> (ad oggi: Donata Puntil, Tommaso Michieli, Federico Mentil, Marco Ragonese, Lorenzo Cotrer, Giulia Pecol, Marino Pavoni, Fabio Di Qual, Annarita De Conti)\u00a0che accompagna, suggerisce, orienta senza imporre, lasciando spazio alla voce autonoma del ricercatore. Questo dialogo tra generazioni \u00e8 uno dei tratti pi\u00f9 belli del progetto: chi \u00e8 pi\u00f9 giovane porta entusiasmo e freschezza, chi ha pi\u00f9 esperienza offre strumenti e memoria, e il risultato \u00e8 un racconto che ha il passo della ricerca ma anche l\u2019impronta della vita vissuta.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">In un tempo in cui la comunicazione tende a essere veloce, frammentata, spesso superficiale, questa iniziativa va nella direzione opposta. Chiede <strong>lentezza<\/strong>, profondit\u00e0, pazienza. Chiede di stare dentro le cose, di guardare un edificio non solo per le sue forme ma per il <strong>paesaggio che lo circonda<\/strong>, per la comunit\u00e0 che lo usa, per le storie che lo hanno generato. \u00c8 un invito a ritrovare il valore della <strong>prossimit\u00e0<\/strong> e dell\u2019attenzione, a non accontentarsi di immagini veloci, ma a costruire narrazioni capaci di durare. In questo c\u2019\u00e8 qualcosa di radicalmente contemporaneo: un esercizio di resistenza contro l\u2019oblio, contro l\u2019indifferenza, contro la fretta che cancella.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_033-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;68px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_024-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Per questo la <strong>Borsa Mario Puntil<\/strong> non \u00e8 solo un premio: \u00e8 un gesto di <strong>responsabilit\u00e0 collettiva<\/strong>. Ogni edizione diventa un tassello in pi\u00f9 di un mosaico che racconta le <strong>montagne friulane<\/strong> e la loro <strong>architettura<\/strong>, ma anche i valori di chi crede che la cultura serva a tenere insieme le comunit\u00e0, a dare dignit\u00e0 ai luoghi, a trasmettere ai pi\u00f9 giovani il coraggio di cercare strade non convenzionali. \u00c8 il modo pi\u00f9 coerente di continuare a camminare accanto a Mario, anche se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9: proseguendo il suo sguardo, allargando la sua curiosit\u00e0, trasformando il dolore della perdita in un progetto che guarda avanti.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;81px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">La <strong>prima edizione<\/strong> della Borsa ha avuto il volto e le mani di <strong>Chiara Boccingher<\/strong>. A lei \u00e8 stato affidato il compito di guardare da vicino la <strong>Casa di Sopra a Chialina di Ovaro<\/strong>, opera di <strong>Luciano Di Sopra<\/strong>. A prima vista potrebbe sembrare un ex fienile come tanti, un corpo compatto incastonato nel borgo, con la sua austerit\u00e0 montana e i riquadri rossi che attirano lo sguardo dei passanti sulla strada della Val Degano. Eppure, appena varcata la soglia, lo spazio si apre come un respiro inatteso: passerelle sospese, letti-nido, scale che diventano traiettorie di movimento, vedute che cambiano a ogni passo. Di Sopra, urbanista e architetto, ha cucito per s\u00e9 e per la sua famiglia un luogo dove la tradizione carnica dialoga con le avanguardie che aveva respirato allo IUAV e a Firenze, tra <strong>Carlo Scarpa<\/strong>, <strong>Leonardo Ricci<\/strong> e le stagioni ribelli degli anni Sessanta. \u00c8 un esperimento radicale e intimo, che ancora oggi sorprende per freschezza. Il carnet che Chiara ha prodotto \u00e8 diventato pi\u00f9 di una ricerca: \u00e8 un racconto abitato dalle parole di chi quella casa l\u2019ha vissuta e da chi l\u2019ha voluta rileggere, restituendo a tutti noi la consapevolezza che la modernit\u00e0 alpina non \u00e8 un fenomeno astratto, ma un paesaggio vissuto, un gioco serio con lo spazio e con la vita quotidiana.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_054-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">La <strong>seconda edizione<\/strong> ha portato <strong>Massimiliano Selenati<\/strong> a <strong>Prato Carnico<\/strong>, davanti a un edificio che appartiene all\u2019immaginario collettivo di intere generazioni: l\u2019<strong>albergo \u201cAi 7 Nani\u201d<\/strong>. Progettato dal perito edile <strong>Canciano Canciani<\/strong>, \u00e8 un luogo che racchiude la memoria di una Carnia in trasformazione, tra le ferite del terremoto e la voglia di rinascita. L\u00ec dentro non c\u2019\u00e8 solo l\u2019eco di un turismo diffuso e di un\u2019ospitalit\u00e0 concreta; c\u2019\u00e8 un modo di pensare l\u2019<strong>architettura<\/strong> come tessuto sociale, come spazio per accogliere, condividere, immaginare futuro. Selenati ha intrecciato il racconto di questa opera con le relazioni che Canciani aveva intessuto anche con <strong>Carlo Scarpa<\/strong>, lasciando emergere un dialogo sotterraneo tra grande maestro e progettista locale. Il suo carnet ha restituito un mosaico di testimonianze, dettagli costruttivi, fotografie e parole che hanno riportato in primo piano un edificio che rischiava di restare confinato nella memoria individuale, restituendolo invece al patrimonio condiviso di una comunit\u00e0.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_061-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_065-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;51px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;73px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Due edizioni, due viaggi, due sguardi diversi. In entrambi i casi il risultato \u00e8 stato molto pi\u00f9 di un piccolo volume: \u00e8 stata la conferma che la <strong>Borsa Mario Puntil<\/strong> funziona come dispositivo di ascolto, come occasione per riportare alla luce <strong>architetture<\/strong> che non appartengono solo a chi le ha progettate, ma a tutti quelli che le attraversano e le riconoscono come parte della propria identit\u00e0. \u00c8 il segno che la ricerca, quando \u00e8 sincera e radicata, non serve solo a fare curriculum ma a costruire legami, a restituire valore, a generare appartenenza.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Ora la <strong>Borsa Mario Puntil<\/strong> entra nella sua <strong>terza edizione<\/strong>. \u00c8 il segno che un\u2019idea, quando nasce dal cuore e dalla condivisione, pu\u00f2 davvero camminare nel tempo. Ogni anno si aggiunge un nuovo tassello a quell\u2019antologia di carnet che porta il nome di Mario e che custodisce non solo <strong>architetture<\/strong>, ma anche sguardi, relazioni, incontri. Da quest\u2019anno <strong>architrip<\/strong> \u00e8 felice di affiancare l\u2019iniziativa: non per cambiare il suo percorso, ma per amplificarne la voce, offrendo i nostri strumenti e la nostra rete per darle maggiore visibilit\u00e0. \u00c8 un gesto di gratitudine verso un progetto che ci lega profondamente, perch\u00e9 parla della stessa cosa che cerchiamo anche noi: raccontare luoghi e architetture come esperienze che ampliano la vita delle persone, che insegnano a guardare con pi\u00f9 attenzione, che costruiscono comunit\u00e0 intorno a una memoria condivisa.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\"><\/h5>\n<p><i><\/i><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BorsaStudioPuntil_libri_058-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;Borsa di Studio Mario Puntil&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Essere parte di questa storia significa sentire che non si tratta solo di un premio o di un sostegno economico, ma di un modo di fare cultura insieme. La famiglia Puntil, gli amici, i colleghi, l\u2019<strong>Ordine degli Architetti di Udine<\/strong>, i giovani che ogni anno si mettono in cammino con un carnet tra le mani: \u00e8 la somma di queste presenze che rende possibile l\u2019iniziativa e che ne custodisce il valore. <strong>architrip<\/strong> aggiunge la propria voce a questo coro, con l\u2019umilt\u00e0 di chi entra in una storia gi\u00e0 viva e la voglia di portarla a pi\u00f9 persone, perch\u00e9 crediamo che il ricordo di Mario non appartenga solo a chi lo ha conosciuto, ma a chiunque oggi voglia guardare il mondo con la stessa curiosit\u00e0 e lo stesso stupore.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">\u00c8 questo, in fondo, il senso pi\u00f9 profondo della <strong>Borsa Mario Puntil<\/strong>: trasformare la mancanza in presenza, il dolore in gesto, la memoria in futuro. Ogni <strong>carnet<\/strong> \u00e8 una piccola carezza contro l\u2019oblio, un modo per dire che un\u2019<strong>architettura<\/strong> non \u00e8 mai solo pietra e legno, ma spazio vissuto, comunit\u00e0, storia. E che un nome, se resta legato a un progetto collettivo, non scompare. Al contrario, continua a crescere, a generare incontri, a insegnare.<\/h5>\n<h5 class=\"western\" align=\"left\">Per questo invitiamo tutti a partecipare alla <strong>presentazione della terza edizione<\/strong> della Borsa, che si terr\u00e0 <strong>venerd\u00ec 24 ottobre alle ore 18:00 a Sappada<\/strong>. Sar\u00e0 l\u2019occasione per incontrarsi, condividere storie e dare avvio al nuovo capitolo di questa iniziativa, che quest\u2019anno \u00e8 stata affidata all\u2019architetto <strong>Enea Michelesio<\/strong> e che avr\u00e0 come oggetto di ricerca la <strong>ex scuola di Fielis<\/strong>, progettata da <strong>Gino e Nani Valle<\/strong>. Sar\u00e0 un momento di memoria e di futuro, un gesto comunitario che continua a dire, anno dopo anno, che <strong>Mario Puntil<\/strong> \u00e8 ancora con noi.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-13.13.16.jpeg&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text=&#8221;WhatsApp Image 2025-10-13 at 13.13.16&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_cta title=&#8221;Visita il sito dell&#8217;Asssociazione Mario con Noi&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/mariopuntil.it\/&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Click&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_color=&#8221;#0DA0C5&#8243; width=&#8221;100%&#8221; max_width=&#8221;100%&#8221; border_radii=&#8221;on|84px|84px|84px|84px&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset4&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_cta][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_divider _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_divider][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-52px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Immagine grafica della Borsa di Studio Maio Puntil: Giulia Pecol<\/p>\n<p>Forografie dei due volumi : Massimo Crivellari<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono persone che continuano a parlare anche quando non ci sono pi\u00f9. 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Il secondo protagonista della nostra storia invece \u00e8 l\u2019Istituto Malignani, opera progettuale degli architetti Renzo Agosto, Emilio Mattioni, Enzo Pascolo e Roberto Panelli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaId\":31,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=31\",\"mediaType\":\"image\"} -->\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto spesso scuole, teatri, strade e piazze portano il nome di personalit\u00e0 illustri e ne ricordano la storia, tuttavia si limitano a tramandare una memoria. In questo caso a ben guardare sembra esserci un legame differente, pi\u00f9 solido.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pare che ci sia una continuit\u00e0 una lezione, un modus operandi che unisce un edificio ad un uomo attraverso il pensiero di altri uomini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E cos\u00ec in questo pezzo che stiamo scrivendo non vi racconteremo della storia di Arturo Malignani, altri autori pi\u00f9 illustri di noi lo hanno gi\u00e0 fatto egregiamente, e difficilmente ripercorreremo il racconto della realizzazione dell\u2019Istituto. Tanto meno vi descriveremo quest\u2019ultimo perch\u00e9 siamo convinti che le fotografie scattate per noi da Massimo Crivellari parlino gi\u00e0 da sole ed inoltre siamo certi che quasi tutto voi lettori abbiate chiaro in mente questo edificio davanti al quale sarete passati molte e molte volte. Un edificio che davvero rappresenta una delle porte alla citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece proveremo a mettere in parallelo alcune questioni come la citt\u00e0, l\u2019innovazione costruttiva, le relazioni, le opportunit\u00e0 e l\u2019idea di lusso. Prima quindi di parlare dell\u2019Istituto, dell\u2019edificio, della sua architettura \u00e8 urgente iniziare a ragionare di altro, probabilmente pi\u00f9 importante, pi\u00f9 sostanziale. Ogni volta che scriviamo un articolo ci catapultiamo per un certo periodo in un mondo nuovo, facciamo ricerche, leggiamo pubblicazioni, parliamo con testimoni, ci facciamo un\u2019idea del contesto, prendiamo le misure prima di dire la nostra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla fine dell\u2019800 quando Arturo Malignani brevetta il suo sistema per fare il vuoto all\u2019interno delle lampadine, brevetto che poi vender\u00e0 ad T.A. Edison, risolvendo i problemi finanziari di entrambi e delle rispettive famiglie per alcune generazioni. Per poi passare alla met\u00e0 del \u2018900, al concorso per l\u2019Istituto Malignani vinto da Agosto,Mattioni,Panelli, Pascolo. Ci siamo fermati ed abbiamo fatto quattro conti. L\u2019et\u00e0! L\u2019et\u00e0 di tutti i protagonisti di queste due storie. Malignani aveva 23 anni quando ha letteralmente la sua \u201cilluminazione\u201d ed ottiene l\u2019appalto di gestire l\u2019illuminazione pubblica della citt\u00e0 di Udine ed i quattro architetti hanno una media di 29 anni quando vincono il concorso per la pi\u00f9 importante struttura scolastica della Provincia, ad oggi una delle scuole pi\u00f9 grandi d\u2019Italia. E la cosa \u00e8 in fondo tutt\u2019altro che straordinaria anzi \u00e8 logica, le neuroscienze ci hanno ormai insegnato che quelli sono gli anni in cui la corteccia prefrontale si \u00e8 completamente formata, le energie dell\u2019individuo sono massime, il suo entusiasmo vitale altrettanto, gli studi fanno ancora parte del quotidiano. Quello \u00e8 il momento della vita di un individuo in cui \u00e8 possibile esprimere il massimo del proprio potenziale, del proprio genio, Einstein a 26 anni elabora la teoria della relativit\u00e0 ristretta e rivoluziona la fisica newtoniana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaPosition\":\"right\",\"mediaId\":33,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=33\",\"mediaType\":\"image\",\"mediaWidth\":56} -->\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 56%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph {\"placeholder\":\"Contenuto\u2026\"} -->\n<p>E noi che scriviamo in questo momento siamo dei \u201cgiovani\u201d architetti ultra quarantenni che pazientemente attendono la propria occasione. Questa riflessione non ha alcuna finalit\u00e0 di autocommiserazione quanto al contrario di mera e concreta polemica verso un sistema, quello attuale, incapace di comprendere come la strategia per ottenere grandi risultati, come quelli di cui stiamo parlando passa unicamente dalla valorizzazione dei giovani e delle loro enormi potenzialit\u00e0. E questo lo facciamo con ancor pi\u00f9 forza dopo aver passeggiato per aule e corridoi di quello straordinario edificio che \u00e8 il Malignani ed aver respirato energia e potenzialit\u00e0 che deve essere immediatamente messa in campo, utilizzata da e per la nostra societ\u00e0, che al contrario oggi vede spesso i giovani come strumento e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-3-1024x679.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-33 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma i 5 giovani di cui stiamo raccontando che sono vissuti a poco pi\u00f9 che cinquant\u2019anni di distanza tra loro, in epoche molto diverse, sono comunque giovani pieni di energia e perfettamente inseriti all\u2019interno dei pi\u00f9 stimolanti, oggi si direbbe \u201cnetwork culturali\u201d. Arturo Malignani dalla provincia udinese si muove verso Padova e Milano dove intesse relazioni con personalit\u00e0 del calibro di Giuseppe Colombo che gli permetter\u00e0 di entrare in contatto con la Edison, rapporto che avr\u00e0 il suo culmine con un viaggio direttamente a New York.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro architetti in egual modo fanno parte di quella generazione che importa la lezione del moderno a Udine e lo fa grazie anche ad un costante dialogo tra architetti ed un fortissimo legame con quel potentissimo serbatoio di energia che \u00e8 lo IUAV di Venezia negli anni di Samon\u00e0, Gardella, Scarpa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un circolo di architetti pronti ad andare a costruire relazioni fuori dai confini nazionali studiando l\u2019opera organica di Frank Lloyd Wright piuttosto che quella razionale di Le Corbusier o meglio ancora il lavoro di sintesi di Alvar Aalto che pi\u00f9 dei primi due ha profondamente influenzato l\u2019architettura friulana di quegli anni. In questo costante lavoro di ricerca e di costruzione di relazioni, immaginiamo difficili in tempi di viaggi in nave di lettere scritte a mano, vediamo una seconda lezione quella di ricercare lontano, di mettersi in discussione di voler crescere assieme agli altri. Una lezione troppo spesso dimenticata oggi in questo mondo cos\u00ec vicino nel quale con un click \u00e8 possibile raggiungere e parlare praticamente con chiunque... ma oggi siamo tutti di fretta e tutti cos\u00ec concentrati su noi stessi, spesso spaventati dal confronto e gelosi delle proprie conquiste. E quella parte del mondo che al contrario ha capito che assieme si \u00e8 molto di pi\u00f9 inesorabilmente avanza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza lezione che abbiamo imparato \u00e8 che tutto parte dalla visione di citt\u00e0. Ed oggi appare cos\u00ec difficile ragionare sulla citt\u00e0 e soprattutto incidere su di essa attraverso progetti sostanziali. Malignani concentra davvero le sue attivit\u00e0 per lo sviluppo di Udine e lo fa su molti fronti diversificati. Inizia dall\u2019illuminazione cittadina portando Udine ad essere la citt\u00e0 meglio illuminata al mondo alla fine dell\u2019800, passa a realizzare microcentrali idroelettriche sfruttando il circuito delle rogge, realizza un importante osservatorio meteorologico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizza una linea di tram elettrico che collega la citt\u00e0 fino a Tarcento, quanto sarebbe utile oggi che la via Nazionale \u00e8 divenuto un importante ed intasato asse commerciale. Allo stesso tempo gli architetti vincitori del concorso per l\u2019Istituto Malignani avevano una ferma e solida convinzione che la professione dell\u2019architetto dovesse prima di tutto avere un ruolo sociale e per questo influenzare profondamente le scelte che intervengono sulla forma della citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comprendevano perfettamente che il loro progetto in quanto pezzo di citt\u00e0 ne avrebbe necessariamente condizionato lo sviluppo fino ad oggi ed oltre. Inutile nascondere il fatto che tale visione \u00e8 strettamente politica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giova tuttavia ricordare che politica \u00e8 \u201cpolitik\u00e9\u201d e cio\u00e8 \u201cci\u00f2 che attiene alla citt\u00e0\u201d, lo sapevano bene i quattro architetti. Tutto questo oggi appare dimenticato, in questi tempi in cui la politica ha paura a parlare di urbanistica, in questi tempi in cui non si \u00e8 capaci di costruire una visione di citt\u00e0, in questi tempi in cui gli architetti, che di polis se ne intendono, sono gli ultimi ad essere ascoltati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia costruttiva lega i due Malignani e rappresenta per noi un ulteriore punto di riflessione. Arturo \u00e8 un imprenditore del cemento armato, di cui coglie le enormi potenzialit\u00e0. Fonda infatti nel 1907 la Societ\u00e0 Cementi del Friuli che nel 1921 si espander\u00e0 anche in Veneto. E\u2019 evidente che oltre al fiuto imprenditoriale in lui c\u2019\u00e8 anche, come sempre, un fortissimo entusiasmo per l\u2019innovazione ne \u00e8 evidenza il suo progetto per una torre in cemento alta 325 metri.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l\u2019Istituto che porta il suo nome \u00e8 una perfetta esemplificazione della potenzialit\u00e0 costruttiva ed allo stesso tempo espressiva del cemento armato. La lezione modernista \u00e8 viva in questo edificio costruito mediante principi di modularit\u00e0 ed ottimizzazione realizzativa. Siamo davanti ad uomini che credono nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, scommettono su di essere e le utilizzano in modo coraggioso nella consapevolezza che solo in questo modo si pu\u00f2 avere progresso. Il coraggio di quegli anni dovrebbe farci riflettere rispetto ad un\u2019attuale attitudine a nascondersi troppo spesso dietro al gi\u00e0 noto, alla via gi\u00e0 percorsa e per questo considerata sicura, in ci\u00f2 quello che noi di sicuro vediamo \u00e8 un rallentamento della spinta innovativa ed una stagnazione culturale della disciplina architettonica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo le lezioni ragionando su un punto del bando di concorso per l\u2019Istituto, un bando scritto in sole 15 pagine ma chiarissimo. Un bando che potrebbe essere di esempio. Ma ora ci interessa una precisa affermazione contenuta nel testo \u201cl\u2019edificio dovr\u00e0 avere la massima sobriet\u00e0 escludendo ogni elemento di lusso\u201d. Passeggiando per gli ampi corridoi invasi al pari della aule dalla luce naturale, guardando dalle finestre lo spazio verde che circondo l\u2019edificio, ammirando le opere d\u2019arte di Ciussi, affacciandoci dalle balconate dell\u2019ingresso quasi fossimo in un foyer teatrale ci chiediamo se davvero non siamo al contrario circondati dal lusso. Un lusso fatto di qualit\u00e0 dello spazio, di semplificazione dei flussi, di funzionalit\u00e0 costante di una macchina che assolve pienamente alla sua funzione, come direbbe l\u2019architetto Riccardo De Santis, di edificio educante proprio in virt\u00f9 di quella per noi enormemente lussuosa qualit\u00e0 spaziale che \u00e8 il frutto del sapiente dosaggio di proporzioni, di bioclimatica (che non \u00e8 una cosa nuova ma antica), di scelta dei materiali. Ed \u00e8 proprio questo lusso silenzioso e discreto che non si vede che forse permette l\u2019innescarsi di relazioni tra persone in un edificio che \u00e8 una citt\u00e0, relazioni che forse genereranno opportunit\u00e0 per quei giovani che si approcciano a costruire il futuro. Punti di riflessione che ci sono parsi sorprendentemente vicini elementi senza tempo che davvero possono modificare la qualit\u00e0 del nostro vivere. Lezioni che si sono fatte materia e che hanno caratterizzato le vite di persone che amavano profondamente i loro mestieri, questo portiamo con noi dopo aver conosciuto i Malignani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"2880","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-503","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-darchitettura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>BORSA DI STUDIO MARIO PUNTIL - Architrip<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/architrip.it\/?p=503\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"BORSA DI STUDIO MARIO PUNTIL - Architrip\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Ci sono persone che continuano a parlare anche quando non ci sono pi\u00f9. 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