{"id":448,"date":"2025-08-13T07:50:48","date_gmt":"2025-08-13T07:50:48","guid":{"rendered":"https:\/\/architrip.it\/?p=448"},"modified":"2025-08-20T07:13:24","modified_gmt":"2025-08-20T07:13:24","slug":"differenti-con-metodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/architrip.it\/?p=448","title":{"rendered":"DIFFERENTI CON METODO"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">Ci \u00e8 voluto del tempo per scrivere queste righe. Non perch\u00e9 la visita a <strong>DIFFERENTI CON METODO<\/strong> sia stata poco incisiva, anzi: \u00e8 stato necessario lasciar decantare tutto ci\u00f2 che avevamo visto, ascoltato, toccato con mano. Serviva che le immagini, i racconti e le suggestioni trovassero un ordine, che il pensiero metabolizzasse una quantit\u00e0 di stimoli forse eccessiva per essere elaborata nell\u2019immediato. E serviva anche fare i conti con una sensazione precisa: lo spiazzamento di fronte a una generazione di <strong>architetti<\/strong> capace di padroneggiare con naturalezza ogni scala del progetto, dal <strong>design<\/strong> di un manico di caffettiera alla pianificazione di un quartiere, passando per la progettazione di un museo o l\u2019allestimento di una mostra.<\/h5>\n<h5 align=\"left\"><strong>DIFFERENTI CON METODO<\/strong> \u00e8 stata una <strong>mostra di architettura e design<\/strong> promossa dall&#8217;associazione <strong>[e]DesignFestival<\/strong> e ospitata al <strong>Museo Luigi Bailo di Treviso<\/strong> dal 30 novembre 2024 al 23 febbraio 2025. Curata da<strong> Luciano Setten<\/strong> \u2013 direttore artistico e cuore pulsante del progetto, scomparso improvvisamente poco dopo il termine dell\u2019esposizione \u2013 insieme a <strong>Mario Gemin<\/strong>, <strong>Giuseppe Cangialosi<\/strong> e <strong>Luca Facchini<\/strong>, in co-organizzazione con il <strong>Comune di Treviso<\/strong> e i <strong>Musei Civici<\/strong>\u00a0 e in collaborazione con la <strong>Fondazione Architettura Treviso <\/strong>e<strong> Forma Ubis<\/strong>, ha reso omaggio a figure centrali dell\u2019architettura e del design trevigiano dal 1960 al 1990.<\/h5>\n<h5>Corollario della mostra i <strong>talk<\/strong>: un programma intenso, con oltre settanta ospiti, che ha fatto da cornice al percorso espositivo e ha approfondito i temi legati alla mostra. Tra i numerosi incontri, siamo stati felici di essere parte di questo dialogo culturale, quando con architrip abbiamo presentato il volume &#8220;<strong>a casa dell\u2019architetto<\/strong>&#8221; \u2013 dialogando con Giuseppe Cangialosi alla presentazione al <strong>Museo Nazionale Collezione Salce<\/strong>.<\/h5>\n<h5>Altri appuntamenti hanno arricchito il quadro:\u00a0<em data-start=\"921\" data-end=\"947\">\u201cGli artigiani e le imprese\u201d<\/em>, dedicato a far emergere il fondamentale rapporto di collaborazione tra progettista e chi esegue l&#8217;opera; <em data-start=\"1010\" data-end=\"1033\">\u201cI Committenti\u201d<\/em>, in cui si \u00e8 parlato del rapporto tra architetto e suo committente e di come questo sia cambiato; e <em data-start=\"1135\" data-end=\"1156\">\u201cL&#8217;eredit\u00e0 dei Maestri\u201d<\/em>, incontro che ha messo a confronto generazioni diverse di architetti formatisi allo IUAV.<\/h5>\n<h5>\u201cRisulta necessario oggi rileggere l\u2019opera dei nostri maestri\u201d dice Cangialosi, e la frase acquista forza mentre si percorrono le sale del Bailo, perch\u00e9 nei progetti esposti si colgono richiami precisi a concetti, materiali e forme che hanno segnato un\u2019epoca in cui lo IUAV rappresentava un <strong>crocevia unico.<\/strong> Roma era la culla della <strong>classicit\u00e0<\/strong>, con le sue regole proporzionali e il peso della tradizione; Milano incarnava l\u2019<strong>illuminismo pragmatico<\/strong>, il rigore produttivo, il design industriale. Venezia, invece, era un laboratorio sospeso tra terra e acqua, capace di assorbire e rielaborare eredit\u00e0 bizantine, influenze mitteleuropee e sguardi internazionali. Un contesto \u201c<strong>spugnoso<\/strong>\u201d, come l\u2019ha definito Cangialosi, in cui gli studenti potevano nutrirsi di linguaggi e metodi diversi, e farli convivere in una sintesi personale.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-133-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-020-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-019-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;6px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">La mostra non si limita a mostrare tavole e fotografie ma rappresenta quindi una <strong>mappa culturale<\/strong>, un racconto corale di un\u2019epoca. \u00c8 la fotografia di un momento storico in cui lo IUAV di Venezia, con docenti come <strong>Franco Albini<\/strong>, <strong>Ignazio Gardella<\/strong>, <strong>Bruno Zevi<\/strong>, <strong>Giuseppe Samon\u00e0<\/strong>, <strong>Egle Trincanato<\/strong> e <strong>Carlo Scarpa<\/strong>, formava progettisti capaci di muoversi tra ricerca formale e concretezza costruttiva, tra radicamento locale e apertura internazionale. In cui lo IUAV formava progettisti completi, capaci di spostarsi senza timore dalla scala urbana al dettaglio di una maniglia, dall&#8217;edificio produttivo alla sedia di serie.<\/h5>\n<h5 align=\"left\">L\u2019allestimento, progettato per aree tematiche \u2013 <strong>formazione a Venezia<\/strong>, <strong>architetture<\/strong>, <strong>design<\/strong> e <strong>interessi collaterali<\/strong> \u2013 racconta i progetti, le personalit\u00e0 e le riflessioni di alcuni dei pi\u00f9 importanti protagonisti dell\u2019architettura e del design trevigiano degli ultimi sessant\u2019anni.<\/h5>\n<h5 align=\"left\">Durante la nostra visita, guidata da <strong>Cangialosi<\/strong> e <strong>Paola Bellin<\/strong>, abbiamo percepito chiaramente che il \u201cmetodo\u201d del titolo non era un manuale ma un\u2019attitudine: il disegno a mano per pensare, il plastico per verificare, il dialogo in cantiere per aggiustare, adattare, migliorare. Era un sapere trasmesso fianco a fianco, come nelle <strong>botteghe rinascimentali<\/strong>, in cui il maestro lavorava accanto all\u2019allievo e ogni progetto era il risultato di un\u2019intelligenza collettiva.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">Visitare <strong>DIFFERENTI CON METODO<\/strong> ha significato entrare in un racconto che alterna <strong>disegni<\/strong>, <strong>plastici<\/strong>,<strong> fotografie<\/strong> e <strong>appunti di viaggio<\/strong>.<br \/>Abbiamo scoperto un\u2019architettura nata in bottega, alimentata da rapporti umani forti, in cui il progetto era un processo condiviso. Abbiamo respirato i ritmi di un\u2019epoca in cui c\u2019era tempo per discutere un dettaglio, provare soluzioni in cantiere, festeggiare insieme la fine della copertura con un lic\u00f2f.<\/h5>\n<h5 align=\"left\">E i protagonisti? Ognuno con un\u2019impronta distinta, tutti accomunati dalla formazione allo IUAV e da un rapporto intenso con il territorio. <strong>Paolo Bandiera<\/strong> e <strong>Umberto Facchini<\/strong>, architetti e designer, fondarono nel 1962 lo studio Bandiera Facchini, realizzando progetti innovativi in equilibrio tra tradizione veneziana e sperimentazione, dal residenziale al pubblico, fino all\u2019iconica cameretta modulare laccata bianca. \u00a0<strong>Luciano Gemin<\/strong>, allievo di Carlo Scarpa, complet\u00f2 la ristrutturazione della Banca di Gemona su incarico diretto del maestro e firm\u00f2 nel 1992 l\u2019ampliamento del Museo Canova, oggi noto come \u201cAla Gemin\u201d. <strong>Gian Nicola Gigante<\/strong>, architetto, pittore e scrittore, ha esposto alla Biennale di Venezia, al MoMA di New York e al Museum of Contemporary Art di Chicago. E la moglie <strong>Marilena Boccato<\/strong>, attiva dagli anni Settanta, si \u00e8 mossa tra restauro, interior design e architettura, partecipando alla stagione d\u2019oro del design italiano e restando legata alle associazioni di categoria come <strong>ADI<\/strong> e <strong>BEDA<\/strong>. <strong>Giuseppe Davanzo<\/strong>, con <strong>Livia Musini<\/strong>, ha lavorato su residenze unifamiliari e collettive, recupero di centri storici, arredo urbano e industrial design per importanti aziende italiane. <strong>Roberto Pamio<\/strong>, architetto, designer e pittore, ha lavorato su abitazioni private, spazi produttivi e pubblici, collaborando con i pi\u00f9 importanti marchi del made in Italy, soprattutto nel settore dell\u2019illuminazione. <strong>Vittorio Rossi<\/strong>, architetto e docente allo IUAV, si \u00e8 occupato di edilizia residenziale, industriale e commerciale, restauro e design, lasciando un archivio di disegni e studi che in mostra raccontavano decenni di coerenza progettuale.<\/h5>\n<h5 align=\"left\">Secondo <strong>Roberto Masiero<\/strong>, il percorso espositivo si concede una contestualizzazione culturale e politica: dagli anni del boom ai primi gli anni Ottanta, con una classe dirigente, un consumo di beni in espansione e un paesaggio urbano in trasformazione.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-137-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;130px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">Nei <strong>disegni<\/strong> e negli schizzi, nei<strong> modelli<\/strong> e nelle<strong> fotografie<\/strong>, abbiamo riconosciuto un\u2019altra lezione: la capacit\u00e0 di affrontare ogni scala del progetto con la stessa attenzione e lo stesso rigore. Le difficolt\u00e0 tecniche non erano viste come ostacoli ma come occasioni di invenzione; il committente era un interlocutore da coinvolgere, non un semplice cliente; il <strong>cantiere<\/strong> era un luogo di sperimentazione e di apprendimento reciproco. E anche nei dettagli apparentemente marginali \u2013 un giunto, un\u2019ombra, una texture \u2013 si percepiva la volont\u00e0 di lasciare un segno duraturo, non un gesto effimero.<\/h5>\n<h5 align=\"left\">Una stanza che ci ha colpito particolarmente: la \u201c<strong><em>stanza degli interessi<\/em><\/strong>\u201d. Qui, lontano dalle tavole tecniche, emergeva la vita parallela di questi progettisti: <strong>scrittori, fotografi, viaggiatori, collezionisti<\/strong>. Figure poliedriche che rifiutavano la specializzazione esasperata e vivevano di <strong>vasi comunicanti<\/strong>, dove la fotografia allenava lo sguardo, la scrittura affinava il pensiero, il collezionismo diventava archivio tattile e visivo per il progetto. Era la conferma che la cultura di un architetto non si costruisce solo tra schizzi e piani regolatori, ma si nutre di curiosit\u00e0 e di mondi apparentemente laterali che, in realt\u00e0, alimentano il cuore stesso della progettazione.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-032-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;68px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">La lezione per le <strong>nuove generazioni<\/strong> \u00e8 chiara: l\u2019ampiezza di interessi \u00e8 una risorsa. In un\u2019epoca che spinge verso la specializzazione, la mostra ha dimostrato quanto possa essere fertile un approccio trasversale, capace di far dialogare discipline diverse. Allora era naturale che un progettista sapesse disegnare una sedia, ideare un edificio, allestire una mostra e scrivere un libro; oggi questa duttilit\u00e0 \u00e8 rara, ma proprio per questo preziosa.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-096-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-094-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">Uscendo dal <strong>Museo Bailo<\/strong>, dopo ore trascorse tra quaderni di appunti, plastici, prototipi e fotografie, la sensazione era quella di aver sfogliato un grande album di famiglia, dove ogni immagine raccontava non solo un\u2019opera ma un modo di essere architetti. E il tempo trascorso prima di scrivere queste righe \u00e8 stato il tempo necessario per capire che <strong>DIFFERENTI CON METODO<\/strong> non \u00e8 stata solo una mostra su un periodo storico, ma un\u2019occasione per riflettere su ci\u00f2 che abbiamo perso e su ci\u00f2 che possiamo ancora salvare.<\/h5>\n<h5 align=\"left\">In un presente spesso frammentato e veloce, quella generazione ci ricorda che essere differenti \u00e8 un valore, ma solo se si ha un metodo: fatto di cultura ampia, dialogo costante, capacit\u00e0 di passare dalla visione alla realizzazione senza perdere coerenza. Un metodo che oggi pu\u00f2 sembrare lento, ma che ha prodotto opere capaci di resistere al tempo. E che, se sapremo farlo nostro, pu\u00f2 ancora insegnarci a costruire non solo spazi, ma pezzi di vita.<\/h5>\n<h5>A queste riflessioni se ne aggiunge una ancora pi\u00f9 urgente. Avrebbe senso provare a trovare le connessioni tra quella generazione di architetti<strong> trevigini<\/strong> e i coetanei <strong>udinesi<\/strong>? Il sogno diventa quindi immaginare una <strong>espansione di questa mostra<\/strong> da portare in terra friulana per indagare in maniera ancora pi\u00f9 precisa questo metodo e queste connessioni che davvero hanno prodotto architetture e design di altissima qualit\u00e0 e hanno garantito a questi territori una centralit\u00e0 culturale di calibro internazionale.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-113-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-100-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-052-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h5 align=\"left\">E infine grazie a <strong>Luciano Setten<\/strong> che ha capito la necessit\u00e0, ha voluto ed \u00e8 stato capace di realizzare una mostra pi\u00f9 unica che rara.<\/h5>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-141-scaled.jpg&#8221; title_text=&#8221;ARCHITRIP&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci \u00e8 voluto del tempo per scrivere queste righe. Non perch\u00e9 la visita a DIFFERENTI CON METODO sia stata poco incisiva, anzi: \u00e8 stato necessario lasciar decantare tutto ci\u00f2 che avevamo visto, ascoltato, toccato con mano. Serviva che le immagini, i racconti e le suggestioni trovassero un ordine, che il pensiero metabolizzasse una quantit\u00e0 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":450,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A CURA DI: TOMMASO MICHIELI E FILIPPO SAPONARO FOTO: MASSIMO CRIVELLARI<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>No, non c\u2019\u00e8 alcun errore nel titolo ed il plurale \u00e8 assolutamente voluto perch\u00e9 le riflessioni che vogliamo fare in questo articolo riguardano due differenti Malignani le cui vicende ci hanno permesso di ragionare su principi che li accomunano e che crediamo possano rappresentare delle lezioni quantomai attuali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo Malignani \u00e8 naturalmente Arturo noto inventore udinese, uomo dai mille interessi, celebre (ma non abbastanza) per il brevetto, necessario al perfezionamento del vuoto all\u2019interno delle lampadine ad incandescenza, venduto direttamente a Thomas Alva Edison. Il secondo protagonista della nostra storia invece \u00e8 l\u2019Istituto Malignani, opera progettuale degli architetti Renzo Agosto, Emilio Mattioni, Enzo Pascolo e Roberto Panelli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaId\":31,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=31\",\"mediaType\":\"image\"} -->\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto spesso scuole, teatri, strade e piazze portano il nome di personalit\u00e0 illustri e ne ricordano la storia, tuttavia si limitano a tramandare una memoria. In questo caso a ben guardare sembra esserci un legame differente, pi\u00f9 solido.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pare che ci sia una continuit\u00e0 una lezione, un modus operandi che unisce un edificio ad un uomo attraverso il pensiero di altri uomini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E cos\u00ec in questo pezzo che stiamo scrivendo non vi racconteremo della storia di Arturo Malignani, altri autori pi\u00f9 illustri di noi lo hanno gi\u00e0 fatto egregiamente, e difficilmente ripercorreremo il racconto della realizzazione dell\u2019Istituto. Tanto meno vi descriveremo quest\u2019ultimo perch\u00e9 siamo convinti che le fotografie scattate per noi da Massimo Crivellari parlino gi\u00e0 da sole ed inoltre siamo certi che quasi tutto voi lettori abbiate chiaro in mente questo edificio davanti al quale sarete passati molte e molte volte. Un edificio che davvero rappresenta una delle porte alla citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece proveremo a mettere in parallelo alcune questioni come la citt\u00e0, l\u2019innovazione costruttiva, le relazioni, le opportunit\u00e0 e l\u2019idea di lusso. Prima quindi di parlare dell\u2019Istituto, dell\u2019edificio, della sua architettura \u00e8 urgente iniziare a ragionare di altro, probabilmente pi\u00f9 importante, pi\u00f9 sostanziale. Ogni volta che scriviamo un articolo ci catapultiamo per un certo periodo in un mondo nuovo, facciamo ricerche, leggiamo pubblicazioni, parliamo con testimoni, ci facciamo un\u2019idea del contesto, prendiamo le misure prima di dire la nostra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla fine dell\u2019800 quando Arturo Malignani brevetta il suo sistema per fare il vuoto all\u2019interno delle lampadine, brevetto che poi vender\u00e0 ad T.A. Edison, risolvendo i problemi finanziari di entrambi e delle rispettive famiglie per alcune generazioni. Per poi passare alla met\u00e0 del \u2018900, al concorso per l\u2019Istituto Malignani vinto da Agosto,Mattioni,Panelli, Pascolo. Ci siamo fermati ed abbiamo fatto quattro conti. L\u2019et\u00e0! L\u2019et\u00e0 di tutti i protagonisti di queste due storie. Malignani aveva 23 anni quando ha letteralmente la sua \u201cilluminazione\u201d ed ottiene l\u2019appalto di gestire l\u2019illuminazione pubblica della citt\u00e0 di Udine ed i quattro architetti hanno una media di 29 anni quando vincono il concorso per la pi\u00f9 importante struttura scolastica della Provincia, ad oggi una delle scuole pi\u00f9 grandi d\u2019Italia. E la cosa \u00e8 in fondo tutt\u2019altro che straordinaria anzi \u00e8 logica, le neuroscienze ci hanno ormai insegnato che quelli sono gli anni in cui la corteccia prefrontale si \u00e8 completamente formata, le energie dell\u2019individuo sono massime, il suo entusiasmo vitale altrettanto, gli studi fanno ancora parte del quotidiano. Quello \u00e8 il momento della vita di un individuo in cui \u00e8 possibile esprimere il massimo del proprio potenziale, del proprio genio, Einstein a 26 anni elabora la teoria della relativit\u00e0 ristretta e rivoluziona la fisica newtoniana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaPosition\":\"right\",\"mediaId\":33,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=33\",\"mediaType\":\"image\",\"mediaWidth\":56} -->\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 56%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph {\"placeholder\":\"Contenuto\u2026\"} -->\n<p>E noi che scriviamo in questo momento siamo dei \u201cgiovani\u201d architetti ultra quarantenni che pazientemente attendono la propria occasione. Questa riflessione non ha alcuna finalit\u00e0 di autocommiserazione quanto al contrario di mera e concreta polemica verso un sistema, quello attuale, incapace di comprendere come la strategia per ottenere grandi risultati, come quelli di cui stiamo parlando passa unicamente dalla valorizzazione dei giovani e delle loro enormi potenzialit\u00e0. E questo lo facciamo con ancor pi\u00f9 forza dopo aver passeggiato per aule e corridoi di quello straordinario edificio che \u00e8 il Malignani ed aver respirato energia e potenzialit\u00e0 che deve essere immediatamente messa in campo, utilizzata da e per la nostra societ\u00e0, che al contrario oggi vede spesso i giovani come strumento e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-3-1024x679.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-33 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma i 5 giovani di cui stiamo raccontando che sono vissuti a poco pi\u00f9 che cinquant\u2019anni di distanza tra loro, in epoche molto diverse, sono comunque giovani pieni di energia e perfettamente inseriti all\u2019interno dei pi\u00f9 stimolanti, oggi si direbbe \u201cnetwork culturali\u201d. Arturo Malignani dalla provincia udinese si muove verso Padova e Milano dove intesse relazioni con personalit\u00e0 del calibro di Giuseppe Colombo che gli permetter\u00e0 di entrare in contatto con la Edison, rapporto che avr\u00e0 il suo culmine con un viaggio direttamente a New York.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro architetti in egual modo fanno parte di quella generazione che importa la lezione del moderno a Udine e lo fa grazie anche ad un costante dialogo tra architetti ed un fortissimo legame con quel potentissimo serbatoio di energia che \u00e8 lo IUAV di Venezia negli anni di Samon\u00e0, Gardella, Scarpa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un circolo di architetti pronti ad andare a costruire relazioni fuori dai confini nazionali studiando l\u2019opera organica di Frank Lloyd Wright piuttosto che quella razionale di Le Corbusier o meglio ancora il lavoro di sintesi di Alvar Aalto che pi\u00f9 dei primi due ha profondamente influenzato l\u2019architettura friulana di quegli anni. In questo costante lavoro di ricerca e di costruzione di relazioni, immaginiamo difficili in tempi di viaggi in nave di lettere scritte a mano, vediamo una seconda lezione quella di ricercare lontano, di mettersi in discussione di voler crescere assieme agli altri. Una lezione troppo spesso dimenticata oggi in questo mondo cos\u00ec vicino nel quale con un click \u00e8 possibile raggiungere e parlare praticamente con chiunque... ma oggi siamo tutti di fretta e tutti cos\u00ec concentrati su noi stessi, spesso spaventati dal confronto e gelosi delle proprie conquiste. E quella parte del mondo che al contrario ha capito che assieme si \u00e8 molto di pi\u00f9 inesorabilmente avanza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza lezione che abbiamo imparato \u00e8 che tutto parte dalla visione di citt\u00e0. Ed oggi appare cos\u00ec difficile ragionare sulla citt\u00e0 e soprattutto incidere su di essa attraverso progetti sostanziali. Malignani concentra davvero le sue attivit\u00e0 per lo sviluppo di Udine e lo fa su molti fronti diversificati. Inizia dall\u2019illuminazione cittadina portando Udine ad essere la citt\u00e0 meglio illuminata al mondo alla fine dell\u2019800, passa a realizzare microcentrali idroelettriche sfruttando il circuito delle rogge, realizza un importante osservatorio meteorologico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizza una linea di tram elettrico che collega la citt\u00e0 fino a Tarcento, quanto sarebbe utile oggi che la via Nazionale \u00e8 divenuto un importante ed intasato asse commerciale. Allo stesso tempo gli architetti vincitori del concorso per l\u2019Istituto Malignani avevano una ferma e solida convinzione che la professione dell\u2019architetto dovesse prima di tutto avere un ruolo sociale e per questo influenzare profondamente le scelte che intervengono sulla forma della citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comprendevano perfettamente che il loro progetto in quanto pezzo di citt\u00e0 ne avrebbe necessariamente condizionato lo sviluppo fino ad oggi ed oltre. Inutile nascondere il fatto che tale visione \u00e8 strettamente politica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giova tuttavia ricordare che politica \u00e8 \u201cpolitik\u00e9\u201d e cio\u00e8 \u201cci\u00f2 che attiene alla citt\u00e0\u201d, lo sapevano bene i quattro architetti. Tutto questo oggi appare dimenticato, in questi tempi in cui la politica ha paura a parlare di urbanistica, in questi tempi in cui non si \u00e8 capaci di costruire una visione di citt\u00e0, in questi tempi in cui gli architetti, che di polis se ne intendono, sono gli ultimi ad essere ascoltati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia costruttiva lega i due Malignani e rappresenta per noi un ulteriore punto di riflessione. Arturo \u00e8 un imprenditore del cemento armato, di cui coglie le enormi potenzialit\u00e0. Fonda infatti nel 1907 la Societ\u00e0 Cementi del Friuli che nel 1921 si espander\u00e0 anche in Veneto. E\u2019 evidente che oltre al fiuto imprenditoriale in lui c\u2019\u00e8 anche, come sempre, un fortissimo entusiasmo per l\u2019innovazione ne \u00e8 evidenza il suo progetto per una torre in cemento alta 325 metri.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l\u2019Istituto che porta il suo nome \u00e8 una perfetta esemplificazione della potenzialit\u00e0 costruttiva ed allo stesso tempo espressiva del cemento armato. La lezione modernista \u00e8 viva in questo edificio costruito mediante principi di modularit\u00e0 ed ottimizzazione realizzativa. Siamo davanti ad uomini che credono nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, scommettono su di essere e le utilizzano in modo coraggioso nella consapevolezza che solo in questo modo si pu\u00f2 avere progresso. Il coraggio di quegli anni dovrebbe farci riflettere rispetto ad un\u2019attuale attitudine a nascondersi troppo spesso dietro al gi\u00e0 noto, alla via gi\u00e0 percorsa e per questo considerata sicura, in ci\u00f2 quello che noi di sicuro vediamo \u00e8 un rallentamento della spinta innovativa ed una stagnazione culturale della disciplina architettonica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo le lezioni ragionando su un punto del bando di concorso per l\u2019Istituto, un bando scritto in sole 15 pagine ma chiarissimo. Un bando che potrebbe essere di esempio. Ma ora ci interessa una precisa affermazione contenuta nel testo \u201cl\u2019edificio dovr\u00e0 avere la massima sobriet\u00e0 escludendo ogni elemento di lusso\u201d. Passeggiando per gli ampi corridoi invasi al pari della aule dalla luce naturale, guardando dalle finestre lo spazio verde che circondo l\u2019edificio, ammirando le opere d\u2019arte di Ciussi, affacciandoci dalle balconate dell\u2019ingresso quasi fossimo in un foyer teatrale ci chiediamo se davvero non siamo al contrario circondati dal lusso. Un lusso fatto di qualit\u00e0 dello spazio, di semplificazione dei flussi, di funzionalit\u00e0 costante di una macchina che assolve pienamente alla sua funzione, come direbbe l\u2019architetto Riccardo De Santis, di edificio educante proprio in virt\u00f9 di quella per noi enormemente lussuosa qualit\u00e0 spaziale che \u00e8 il frutto del sapiente dosaggio di proporzioni, di bioclimatica (che non \u00e8 una cosa nuova ma antica), di scelta dei materiali. Ed \u00e8 proprio questo lusso silenzioso e discreto che non si vede che forse permette l\u2019innescarsi di relazioni tra persone in un edificio che \u00e8 una citt\u00e0, relazioni che forse genereranno opportunit\u00e0 per quei giovani che si approcciano a costruire il futuro. Punti di riflessione che ci sono parsi sorprendentemente vicini elementi senza tempo che davvero possono modificare la qualit\u00e0 del nostro vivere. Lezioni che si sono fatte materia e che hanno caratterizzato le vite di persone che amavano profondamente i loro mestieri, questo portiamo con noi dopo aver conosciuto i Malignani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"2880","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-448","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-trip"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>DIFFERENTI CON METODO - Architrip<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Racconto della mostra \u201cDifferenti con Metodo\u201d al Museo Bailo di Treviso: maestri IUAV, architettura e design, eredit\u00e0 per le nuove generazioni.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/architrip.it\/?p=448\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"DIFFERENTI CON METODO - Architrip\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Racconto della mostra \u201cDifferenti con Metodo\u201d al Museo Bailo di Treviso: maestri IUAV, architettura e design, eredit\u00e0 per le nuove generazioni.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/architrip.it\/?p=448\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Architrip\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-08-13T07:50:48+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-08-20T07:13:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1707\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"architrip\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"architrip\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448\"},\"author\":{\"name\":\"architrip\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/01209bd0e943da650369e9591cb79c00\"},\"headline\":\"DIFFERENTI CON METODO\",\"datePublished\":\"2025-08-13T07:50:48+00:00\",\"dateModified\":\"2025-08-20T07:13:24+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448\"},\"wordCount\":2355,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/08\\\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg\",\"articleSection\":[\"Trip\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448\",\"url\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448\",\"name\":\"DIFFERENTI CON METODO - Architrip\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/08\\\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2025-08-13T07:50:48+00:00\",\"dateModified\":\"2025-08-20T07:13:24+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/01209bd0e943da650369e9591cb79c00\"},\"description\":\"Racconto della mostra \u201cDifferenti con Metodo\u201d al Museo Bailo di Treviso: maestri IUAV, architettura e design, eredit\u00e0 per le nuove generazioni.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/08\\\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/08\\\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":1707,\"caption\":\"ARCHITRIP - Museo Bailo Treviso - E Design Festival - 20\\\/02\\\/2025 - Foto Elia Falaschi \u00a9 2025 - https:\\\/\\\/www.eliafalaschi.it - https:\\\/\\\/www.architrip.it\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?p=448#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"DIFFERENTI CON METODO\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/\",\"name\":\"Architrip\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/01209bd0e943da650369e9591cb79c00\",\"name\":\"architrip\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9f6faf1328c08420fdb8809f2cb9ef5588550773edee45977b1dc735be1e4168?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9f6faf1328c08420fdb8809f2cb9ef5588550773edee45977b1dc735be1e4168?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9f6faf1328c08420fdb8809f2cb9ef5588550773edee45977b1dc735be1e4168?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"architrip\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/architrip.it\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/architrip.it\\\/?author=1\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"DIFFERENTI CON METODO - Architrip","description":"Racconto della mostra \u201cDifferenti con Metodo\u201d al Museo Bailo di Treviso: maestri IUAV, architettura e design, eredit\u00e0 per le nuove generazioni.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/architrip.it\/?p=448","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"DIFFERENTI CON METODO - Architrip","og_description":"Racconto della mostra \u201cDifferenti con Metodo\u201d al Museo Bailo di Treviso: maestri IUAV, architettura e design, eredit\u00e0 per le nuove generazioni.","og_url":"https:\/\/architrip.it\/?p=448","og_site_name":"Architrip","article_published_time":"2025-08-13T07:50:48+00:00","article_modified_time":"2025-08-20T07:13:24+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1707,"url":"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"architrip","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"architrip","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448"},"author":{"name":"architrip","@id":"https:\/\/architrip.it\/#\/schema\/person\/01209bd0e943da650369e9591cb79c00"},"headline":"DIFFERENTI CON METODO","datePublished":"2025-08-13T07:50:48+00:00","dateModified":"2025-08-20T07:13:24+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448"},"wordCount":2355,"image":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg","articleSection":["Trip"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448","url":"https:\/\/architrip.it\/?p=448","name":"DIFFERENTI CON METODO - Architrip","isPartOf":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg","datePublished":"2025-08-13T07:50:48+00:00","dateModified":"2025-08-20T07:13:24+00:00","author":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/#\/schema\/person\/01209bd0e943da650369e9591cb79c00"},"description":"Racconto della mostra \u201cDifferenti con Metodo\u201d al Museo Bailo di Treviso: maestri IUAV, architettura e design, eredit\u00e0 per le nuove generazioni.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/architrip.it\/?p=448"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#primaryimage","url":"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/E-Design-Festival-Treviso-129-scaled.jpg","width":2560,"height":1707,"caption":"ARCHITRIP - Museo Bailo Treviso - E Design Festival - 20\/02\/2025 - Foto Elia Falaschi \u00a9 2025 - https:\/\/www.eliafalaschi.it - https:\/\/www.architrip.it"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/architrip.it\/?p=448#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/architrip.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"DIFFERENTI CON METODO"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/architrip.it\/#website","url":"https:\/\/architrip.it\/","name":"Architrip","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/architrip.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/architrip.it\/#\/schema\/person\/01209bd0e943da650369e9591cb79c00","name":"architrip","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9f6faf1328c08420fdb8809f2cb9ef5588550773edee45977b1dc735be1e4168?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9f6faf1328c08420fdb8809f2cb9ef5588550773edee45977b1dc735be1e4168?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9f6faf1328c08420fdb8809f2cb9ef5588550773edee45977b1dc735be1e4168?s=96&d=mm&r=g","caption":"architrip"},"sameAs":["https:\/\/architrip.it"],"url":"https:\/\/architrip.it\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/448","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=448"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/448\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":477,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/448\/revisions\/477"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/architrip.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}