{"id":305,"date":"2024-05-24T09:58:14","date_gmt":"2024-05-24T09:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/architrip.it\/?p=305"},"modified":"2024-05-24T13:20:43","modified_gmt":"2024-05-24T13:20:43","slug":"la-casa-ritrovata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/architrip.it\/?p=305","title":{"rendered":"LA CASA RITROVATA"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><em>\u201cSiccome, come sai, non amo dedicarmi ai dettagli, mostrai il progetto della casa a Federico Marconi il quale, fresco della collaborazione con Alvar Aalto, butt\u00f2 gi\u00f9 rapidamente qualche schizzo per alcuni elementi interni in ferro e legno, come la scala e le ringhiere del soppalco, che poi sono stati realizzati senza troppe modifiche. I disegni geometrici bianchi e azzurri contro il soffitto rosso scuro derivano invece dal mio apprendistato presso lo studio Gardella, che li aveva utilizzati in un circolo nautico in Liguria, anche questo realizzato con coperture a padiglione. Il progetto risente poi delle suggestioni dell\u2019architettura del New England (non era molto che avevo fatto il mio primo viaggio negli Stati Uniti) dalla quale provengono i mattoni a vista, il colore bianco dei serramenti in legno e la loro insistita suddivisione. La scelta del mattone definisce una fitta maglia modulare quadrata la cui unit\u00e0 di misura \u00e8 il mattone stesso: la dimensione dei laterizi era infatti piuttosto variabile a seconda della fornace che li produceva e quindi i disegni esecutivi non riportano indicazioni in metri ma, appunto, in mattoni.\u201d<\/em> Francesco Tentori cit.<\/h5>\n<h5>Nella nuova ricerca, che portiamo avanti per l\u2019Ordine Architetti PPC della Provincia di Udine, che indaga il rapporto tra clienti ed architetti, siamo andati a trovare Samanta e Giampaolo, una giovane coppia, che facendo una scelta assolutamente controcorrente ha acquistato la bellissima casa che l\u2019architetto Francesco Tentori aveva progettato per s\u00e8. Una scelta diversa perch\u00e9 la loro particolare sensibilit\u00e0 ha fatto s\u00ec che non adattassero la casa alle necessit\u00e0 del contemporaneo ma al contrario fossero loro ad adattarsi ed entrare in armonia con essa. Ci raccontano il loro progetto di vita in questa intervista.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Esterni_003.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;179px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di prendere una casa? Cercavate una casa indipendente?<\/b><\/h5>\n<h5>Eravamo alla ricerca di una casa indipendente. Le proposte immobiliari di case singole o bifamiliari moderne, pur dotate di confort tecnologico e classe energetica elevata, non ci piacevano, non le sentivamo nostre: fredde, troppo razionali, tutte uguali, quasi sempre edificate in complessi affollati e privi di privacy.<\/h5>\n<h5>Giampaolo, occupandosi di finanza ed aziende, sentiva la necessit\u00e0 di un rifugio in cui appagare anche il proprio senso estetico. L\u2019incontro con casa Tentori \u00e8 stato un colpo di fulmine per Giampaolo: una dimora che esprimeva una forte personalit\u00e0, in un contesto idilliaco. L\u2019abitazione era un po\u2019 trascurata dallo scarso utilizzo ed era soffocata da un giardino talmente rigoglioso che oscurava il meraviglioso panorama, ma il potenziale era palese: l\u2019architettura fuori dagli schemi, gli spazi interni ricercati che trasmettevano emozione. Io invece sono pi\u00f9 razionale, avevo invece qualche dubbio, essendo inizialmente la ricerca orientata a costruzioni recenti se non nuove.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>Dove vivevate prima?<\/b><\/h5>\n<h5>Abitavamo in un piccolo attico in centro a Tarcento, reso romantico dalle travi a vista: due camere e due bagni, una terrazza molto piccola. Era un appartamento che godeva di una certa intimit\u00e0 ed era amato dai bambini, ma Samanta voleva avere pi\u00f9 spazio ed io, cresciuto sulla riviera di Coia di Tarcento, ero abituato ad una vista che spaziava su tutta la pianura friulana e cominciavo a soffrire una certa mancanza di prospettiva.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Interni_005.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;177px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>Come \u00e8 nata la scelta degli interni? Chi vi ha seguito o&#8230;avete fatto voi?<\/b><\/h5>\n<h5>Claudio Grassi della Multitema aveva da poco allestito gli uffici di Giampaolo a Udine e per Giampaolo fu naturale chiedere la sua opinione sui lavori da fare a casa Tentori. La prima visita di Grassi alla casa fu indimenticabile: cinque minuti di orologio, a passo di marcia, esplorando in totale silenzio ogni centimetro della casa con l\u2019agente immobiliare che lo inseguiva senza capire cosa gli passasse per la testa e che smise subito di parlare perch\u00e9 si accorse di non essere ascoltato.<\/h5>\n<h5>Grassi aveva fretta e and\u00f2 via subito, Giampaolo lo chiam\u00f2 pi\u00f9 tardi al telefono per capire cosa ne pensasse, se valesse la pena fare un\u2019offerta o quanto sarebbero costati i lavori. Claudio Grassi non rispose direttamente alle domande, disse semplicemente: \u201cse no la compri tu, la compro io\u201d. In quel preciso momento Giampaolo decise che quella casa doveva essere sua e che Grassi ne avrebbe curato i lavori di ristrutturazione.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Esterni_038.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;68px||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>Com\u2019\u00e8 stato il rapporto con chi vi ha seguito? Vi ha ascoltato? <\/b><\/h5>\n<h5>Claudio Grassi \u00e8 persona diretta ed estremamente competente. Ha tenuto conto delle esigenze di una famiglia con figli piccoli, ma fin da subito ha spiegato che l\u2019intervento da fare doveva essere di natura \u201cfilologica\u201d, ovvero che rispettasse l\u2019eccellente lavoro dell\u2019architetto Tentori, aggiornandolo in chiave contemporanea. Ne abbiamo sposato completamente la filosofia. Il rosso scuro dei soffitti \u00e8 diventato un bianco etereo, nel bagno delle camere \u00e8 stata ricavata una doccia al posto della vasca, la libreria ha trovato naturale spazio sopra l\u2019ingresso, sfruttando le ampie altezze e la scala \u00e8 stata disegnata a mano dallo stesso Grassi su di un foglio abbandonato sul tavolo della cucina: la soluzione si \u00e8 rivelata perfetta, ha di fatto reso fruibile il ballatoio che prima era raggiungibile solo con una piccola avventura, ma la sua forma segue la curva del disegno originale e pare nata con la casa stessa. I tubi in rame a vista che portano l\u2019acqua calda ai caloriferi sono stati lasciati al loro posto e sono a pieno diritto tra i dettagli che rendono unica la casa Tentori. Come i vetri della sala da pranzo, o la porta d\u2019ingresso: pezzi di design dell\u2019epoca che incorniciano il passaggio tra interno ed esterno in modo molto pi\u00f9 poetico di quanto farebbe il vetro a tutta parete che verrebbe installato oggi.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Interni_029.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>Siete contenti delle scelte fatte e le fareste ancora?<\/b><\/h5>\n<h5>S\u00ec, Assolutamente s\u00ec. L\u2019intervento ha uno spirito sobrio e rispettoso della casa. Abbiamo messo i mobili che ci piacciono e l\u2019abbiamo arredata come l\u2019 avevamo in testa, siamo per\u00f2 ancora alla ricerca del tavolo giusto che ci soddisfi a pieno&#8230; rotondo, ovale. Saarinen&#8230; vedremo! ottiene la massima privacy possibile nei confronti dei vicini.<\/h5>\n<h5><b>Parlando della casa, come la vivete? Avete una differente qualit\u00e0 di vita in questi spazi? E i bimbi?<\/b><\/h5>\n<h5>La qualit\u00e0 della vita \u00e8 fantastica. I bambini hanno un grande giardino recintato per giocare. La parte pi\u00f9 estesa del prato \u00e8 posta verso il bosco retrostante ed \u00e8 perfetta per dare sfogo ai loro giochi. Davanti alla casa, verso il panorama, \u00e8 invece la parte dedicata forse di pi\u00f9 agli adulti, con gli spazi relax dove potersi godere un aperitivo al tramonto o un pranzo fuori. Il modo in cui l\u2019architetto ha disposto la casa \u00e8 secondo me geniale e l\u2019ho compreso ancora meglio vivendoci. La costruzione \u00e8 fatta verso il lato del panorama, il pi\u00f9 lontano possibile dall\u2019accesso e non \u00e8 parallela alla strada, bens\u00ec offre all\u2019ingresso il proprio spigolo. Grazie a questo accorgimento \u00e8 stato curato al massimo l\u2019orientamento rispetto al sole e non a caso dalle finestre pi\u00f9 grandi, a seconda del momento della giornata, si gode del tramonto o dell\u2019alba e si ottiene la massima privacy possibile nei confronti dei vicini.<\/h5>\n<h5>La qualit\u00e0 della vita dei bambini, oltre che dalla libert\u00e0 di cui godono all\u2019esterno, \u00e8 constatabile da come hanno cominciato a dormire sereni tutta la notte proprio da quando ci siamo trasferiti. Noi grandi troviamo serenit\u00e0 immersi nel panorama del giardino, dove gi\u00e0 con i primi caldi ci concediamo ore di sole dalla colazione al tramonto. Ci\u00f2 che si gode dal divano \u00e8 pura serenit\u00e0 e quando fa freddo accendiamo il camino e ci godiamo i colori dell\u2019autunno dalla cornice delle nostre finestre.<\/h5>\n<h5>Le dimensioni sono perfette per una famiglia e non sono eccessive come magari capita sovente nelle ville realizzate qualche decennio fa. Gli spazi sono perfetti per la famiglia e anche per ospitare gli amici, perch\u00e9 il disegno di questa casa, oltre che originale e bello conserva una certa razionalit\u00e0. Come ciliegina sulla torta, per una casa che \u00e8 benessere, in cantina abbiamo installato una sauna.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Interni_085.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Interni_054.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>La domanda che rivolgiamo a tutti: Questi luoghi hanno influito nel vostro modo di vita quotidiano, nel vostro umore, nello sviluppo di passioni o interessi? rapporti con i bimbi? In sintesi, credete che la casa abbia in parte contribuito nella vostra maturazione come individui?<\/b><\/h5>\n<h5>Sicuramente gli spazi ricercati, mai banali in ogni dettaglio pur nella loro semplicit\u00e0, sono nutrimento per l\u2019anima, stimolano la lettura, l\u2019ascolto di buona musica e il relax da fl\u00e2neur che contempla la natura.<\/h5>\n<h5>L\u2019occhio spazia sulle colline circostanti e si sofferma sulla sagoma elegante della Villa Moretti. La sera, nel silenzio generale, si sente lo scorrere del Torre che passa poco al di sotto.<\/h5>\n<h5>I cieli tersi esplodono dietro alle foglie degli alberi che cambiano colore mentre i nostri figli trascorrono moltissime ore all\u2019aria aperta. Quando piove i bambini amano stare sul divano a guardare il caminetto acceso, o sperimentare in cucina nuove ricetta, cos\u00ec da creare il loro cibo. Ogni volta che Giampaolo guarda la casa si riscopre pi\u00f9 innamorato del giorno precedente: assapora tutti i dettagli, lo stile non convenzionale, la semplicit\u00e0 dell\u2019estetica pura. Questa casa ci ha insegnato il valore prezioso della semplicit\u00e0 che in fondo, come diceva Wilde, \u00e8 l\u2019ultimo rifugio del complicato.<\/h5>\n<h5><b>Grazie<\/b><\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Interni_110.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FrancescoTentori_Tarcento_Interni_189.jpg&#8221; title_text=&#8221;Francesco Tentori &#8211; Tarcento&#8221; _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_divider _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_divider][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.25.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-52px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p>Articolo per conto dell&#8217;Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Udine apparso sul n\u00b0103 della rivista VistaCASA\u00a0 marzo-aprile 2021<\/p>\n<p>Fotografie: Elia Falaschi<\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSiccome, come sai, non amo dedicarmi ai dettagli, mostrai il progetto della casa a Federico Marconi il quale, fresco della collaborazione con Alvar Aalto, butt\u00f2 gi\u00f9 rapidamente qualche schizzo per alcuni elementi interni in ferro e legno, come la scala e le ringhiere del soppalco, che poi sono stati realizzati senza troppe modifiche. 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Il secondo protagonista della nostra storia invece \u00e8 l\u2019Istituto Malignani, opera progettuale degli architetti Renzo Agosto, Emilio Mattioni, Enzo Pascolo e Roberto Panelli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaId\":31,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=31\",\"mediaType\":\"image\"} -->\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto spesso scuole, teatri, strade e piazze portano il nome di personalit\u00e0 illustri e ne ricordano la storia, tuttavia si limitano a tramandare una memoria. In questo caso a ben guardare sembra esserci un legame differente, pi\u00f9 solido.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pare che ci sia una continuit\u00e0 una lezione, un modus operandi che unisce un edificio ad un uomo attraverso il pensiero di altri uomini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E cos\u00ec in questo pezzo che stiamo scrivendo non vi racconteremo della storia di Arturo Malignani, altri autori pi\u00f9 illustri di noi lo hanno gi\u00e0 fatto egregiamente, e difficilmente ripercorreremo il racconto della realizzazione dell\u2019Istituto. Tanto meno vi descriveremo quest\u2019ultimo perch\u00e9 siamo convinti che le fotografie scattate per noi da Massimo Crivellari parlino gi\u00e0 da sole ed inoltre siamo certi che quasi tutto voi lettori abbiate chiaro in mente questo edificio davanti al quale sarete passati molte e molte volte. Un edificio che davvero rappresenta una delle porte alla citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece proveremo a mettere in parallelo alcune questioni come la citt\u00e0, l\u2019innovazione costruttiva, le relazioni, le opportunit\u00e0 e l\u2019idea di lusso. Prima quindi di parlare dell\u2019Istituto, dell\u2019edificio, della sua architettura \u00e8 urgente iniziare a ragionare di altro, probabilmente pi\u00f9 importante, pi\u00f9 sostanziale. Ogni volta che scriviamo un articolo ci catapultiamo per un certo periodo in un mondo nuovo, facciamo ricerche, leggiamo pubblicazioni, parliamo con testimoni, ci facciamo un\u2019idea del contesto, prendiamo le misure prima di dire la nostra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla fine dell\u2019800 quando Arturo Malignani brevetta il suo sistema per fare il vuoto all\u2019interno delle lampadine, brevetto che poi vender\u00e0 ad T.A. Edison, risolvendo i problemi finanziari di entrambi e delle rispettive famiglie per alcune generazioni. Per poi passare alla met\u00e0 del \u2018900, al concorso per l\u2019Istituto Malignani vinto da Agosto,Mattioni,Panelli, Pascolo. Ci siamo fermati ed abbiamo fatto quattro conti. L\u2019et\u00e0! L\u2019et\u00e0 di tutti i protagonisti di queste due storie. Malignani aveva 23 anni quando ha letteralmente la sua \u201cilluminazione\u201d ed ottiene l\u2019appalto di gestire l\u2019illuminazione pubblica della citt\u00e0 di Udine ed i quattro architetti hanno una media di 29 anni quando vincono il concorso per la pi\u00f9 importante struttura scolastica della Provincia, ad oggi una delle scuole pi\u00f9 grandi d\u2019Italia. E la cosa \u00e8 in fondo tutt\u2019altro che straordinaria anzi \u00e8 logica, le neuroscienze ci hanno ormai insegnato che quelli sono gli anni in cui la corteccia prefrontale si \u00e8 completamente formata, le energie dell\u2019individuo sono massime, il suo entusiasmo vitale altrettanto, gli studi fanno ancora parte del quotidiano. Quello \u00e8 il momento della vita di un individuo in cui \u00e8 possibile esprimere il massimo del proprio potenziale, del proprio genio, Einstein a 26 anni elabora la teoria della relativit\u00e0 ristretta e rivoluziona la fisica newtoniana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaPosition\":\"right\",\"mediaId\":33,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=33\",\"mediaType\":\"image\",\"mediaWidth\":56} -->\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 56%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph {\"placeholder\":\"Contenuto\u2026\"} -->\n<p>E noi che scriviamo in questo momento siamo dei \u201cgiovani\u201d architetti ultra quarantenni che pazientemente attendono la propria occasione. Questa riflessione non ha alcuna finalit\u00e0 di autocommiserazione quanto al contrario di mera e concreta polemica verso un sistema, quello attuale, incapace di comprendere come la strategia per ottenere grandi risultati, come quelli di cui stiamo parlando passa unicamente dalla valorizzazione dei giovani e delle loro enormi potenzialit\u00e0. E questo lo facciamo con ancor pi\u00f9 forza dopo aver passeggiato per aule e corridoi di quello straordinario edificio che \u00e8 il Malignani ed aver respirato energia e potenzialit\u00e0 che deve essere immediatamente messa in campo, utilizzata da e per la nostra societ\u00e0, che al contrario oggi vede spesso i giovani come strumento e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-3-1024x679.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-33 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma i 5 giovani di cui stiamo raccontando che sono vissuti a poco pi\u00f9 che cinquant\u2019anni di distanza tra loro, in epoche molto diverse, sono comunque giovani pieni di energia e perfettamente inseriti all\u2019interno dei pi\u00f9 stimolanti, oggi si direbbe \u201cnetwork culturali\u201d. Arturo Malignani dalla provincia udinese si muove verso Padova e Milano dove intesse relazioni con personalit\u00e0 del calibro di Giuseppe Colombo che gli permetter\u00e0 di entrare in contatto con la Edison, rapporto che avr\u00e0 il suo culmine con un viaggio direttamente a New York.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro architetti in egual modo fanno parte di quella generazione che importa la lezione del moderno a Udine e lo fa grazie anche ad un costante dialogo tra architetti ed un fortissimo legame con quel potentissimo serbatoio di energia che \u00e8 lo IUAV di Venezia negli anni di Samon\u00e0, Gardella, Scarpa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un circolo di architetti pronti ad andare a costruire relazioni fuori dai confini nazionali studiando l\u2019opera organica di Frank Lloyd Wright piuttosto che quella razionale di Le Corbusier o meglio ancora il lavoro di sintesi di Alvar Aalto che pi\u00f9 dei primi due ha profondamente influenzato l\u2019architettura friulana di quegli anni. In questo costante lavoro di ricerca e di costruzione di relazioni, immaginiamo difficili in tempi di viaggi in nave di lettere scritte a mano, vediamo una seconda lezione quella di ricercare lontano, di mettersi in discussione di voler crescere assieme agli altri. Una lezione troppo spesso dimenticata oggi in questo mondo cos\u00ec vicino nel quale con un click \u00e8 possibile raggiungere e parlare praticamente con chiunque... ma oggi siamo tutti di fretta e tutti cos\u00ec concentrati su noi stessi, spesso spaventati dal confronto e gelosi delle proprie conquiste. E quella parte del mondo che al contrario ha capito che assieme si \u00e8 molto di pi\u00f9 inesorabilmente avanza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza lezione che abbiamo imparato \u00e8 che tutto parte dalla visione di citt\u00e0. Ed oggi appare cos\u00ec difficile ragionare sulla citt\u00e0 e soprattutto incidere su di essa attraverso progetti sostanziali. Malignani concentra davvero le sue attivit\u00e0 per lo sviluppo di Udine e lo fa su molti fronti diversificati. Inizia dall\u2019illuminazione cittadina portando Udine ad essere la citt\u00e0 meglio illuminata al mondo alla fine dell\u2019800, passa a realizzare microcentrali idroelettriche sfruttando il circuito delle rogge, realizza un importante osservatorio meteorologico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizza una linea di tram elettrico che collega la citt\u00e0 fino a Tarcento, quanto sarebbe utile oggi che la via Nazionale \u00e8 divenuto un importante ed intasato asse commerciale. Allo stesso tempo gli architetti vincitori del concorso per l\u2019Istituto Malignani avevano una ferma e solida convinzione che la professione dell\u2019architetto dovesse prima di tutto avere un ruolo sociale e per questo influenzare profondamente le scelte che intervengono sulla forma della citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comprendevano perfettamente che il loro progetto in quanto pezzo di citt\u00e0 ne avrebbe necessariamente condizionato lo sviluppo fino ad oggi ed oltre. Inutile nascondere il fatto che tale visione \u00e8 strettamente politica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giova tuttavia ricordare che politica \u00e8 \u201cpolitik\u00e9\u201d e cio\u00e8 \u201cci\u00f2 che attiene alla citt\u00e0\u201d, lo sapevano bene i quattro architetti. Tutto questo oggi appare dimenticato, in questi tempi in cui la politica ha paura a parlare di urbanistica, in questi tempi in cui non si \u00e8 capaci di costruire una visione di citt\u00e0, in questi tempi in cui gli architetti, che di polis se ne intendono, sono gli ultimi ad essere ascoltati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia costruttiva lega i due Malignani e rappresenta per noi un ulteriore punto di riflessione. Arturo \u00e8 un imprenditore del cemento armato, di cui coglie le enormi potenzialit\u00e0. Fonda infatti nel 1907 la Societ\u00e0 Cementi del Friuli che nel 1921 si espander\u00e0 anche in Veneto. E\u2019 evidente che oltre al fiuto imprenditoriale in lui c\u2019\u00e8 anche, come sempre, un fortissimo entusiasmo per l\u2019innovazione ne \u00e8 evidenza il suo progetto per una torre in cemento alta 325 metri.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l\u2019Istituto che porta il suo nome \u00e8 una perfetta esemplificazione della potenzialit\u00e0 costruttiva ed allo stesso tempo espressiva del cemento armato. La lezione modernista \u00e8 viva in questo edificio costruito mediante principi di modularit\u00e0 ed ottimizzazione realizzativa. Siamo davanti ad uomini che credono nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, scommettono su di essere e le utilizzano in modo coraggioso nella consapevolezza che solo in questo modo si pu\u00f2 avere progresso. Il coraggio di quegli anni dovrebbe farci riflettere rispetto ad un\u2019attuale attitudine a nascondersi troppo spesso dietro al gi\u00e0 noto, alla via gi\u00e0 percorsa e per questo considerata sicura, in ci\u00f2 quello che noi di sicuro vediamo \u00e8 un rallentamento della spinta innovativa ed una stagnazione culturale della disciplina architettonica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo le lezioni ragionando su un punto del bando di concorso per l\u2019Istituto, un bando scritto in sole 15 pagine ma chiarissimo. Un bando che potrebbe essere di esempio. Ma ora ci interessa una precisa affermazione contenuta nel testo \u201cl\u2019edificio dovr\u00e0 avere la massima sobriet\u00e0 escludendo ogni elemento di lusso\u201d. Passeggiando per gli ampi corridoi invasi al pari della aule dalla luce naturale, guardando dalle finestre lo spazio verde che circondo l\u2019edificio, ammirando le opere d\u2019arte di Ciussi, affacciandoci dalle balconate dell\u2019ingresso quasi fossimo in un foyer teatrale ci chiediamo se davvero non siamo al contrario circondati dal lusso. Un lusso fatto di qualit\u00e0 dello spazio, di semplificazione dei flussi, di funzionalit\u00e0 costante di una macchina che assolve pienamente alla sua funzione, come direbbe l\u2019architetto Riccardo De Santis, di edificio educante proprio in virt\u00f9 di quella per noi enormemente lussuosa qualit\u00e0 spaziale che \u00e8 il frutto del sapiente dosaggio di proporzioni, di bioclimatica (che non \u00e8 una cosa nuova ma antica), di scelta dei materiali. Ed \u00e8 proprio questo lusso silenzioso e discreto che non si vede che forse permette l\u2019innescarsi di relazioni tra persone in un edificio che \u00e8 una citt\u00e0, relazioni che forse genereranno opportunit\u00e0 per quei giovani che si approcciano a costruire il futuro. Punti di riflessione che ci sono parsi sorprendentemente vicini elementi senza tempo che davvero possono modificare la qualit\u00e0 del nostro vivere. Lezioni che si sono fatte materia e che hanno caratterizzato le vite di persone che amavano profondamente i loro mestieri, questo portiamo con noi dopo aver conosciuto i Malignani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"2880","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-progetti-di-vita"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>LA CASA RITROVATA - Architrip<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/architrip.it\/?p=305\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"LA CASA RITROVATA - Architrip\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u201cSiccome, come sai, non amo dedicarmi ai dettagli, mostrai il progetto della casa a Federico Marconi il quale, fresco della collaborazione con Alvar Aalto, butt\u00f2 gi\u00f9 rapidamente qualche schizzo per alcuni elementi interni in ferro e legno, come la scala e le ringhiere del soppalco, che poi sono stati realizzati senza troppe modifiche. 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