{"id":30,"date":"2024-02-09T10:19:47","date_gmt":"2024-02-09T10:19:47","guid":{"rendered":"https:\/\/architrip.it\/?p=30"},"modified":"2024-10-19T10:04:02","modified_gmt":"2024-10-19T10:04:02","slug":"lo-spirito-della-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/architrip.it\/?p=30","title":{"rendered":"LO SPIRITO DELLA CASA"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5 style=\"text-align: left;\">Anno nuovo, rubrica nuova. O meglio, prosecuzione della precedente ricerca che ci ha impegnato per oltre un anno e mezzo nel visitare ed intervistare gli architetti nelle case che hanno realizzato per loro stessi.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Questa prima indagine ci ha permesso di comprendere meglio una serie di aspetti sull\u2019idea di domesticit\u00e0 ma soprattutto sull\u2019approccio, abbastanza differente rispetto alla consuetudine professionale, nel progettare, vivere ed abitare la casa quando il cliente \u00e8 l\u2019architetto stesso. Se potessimo sintetizzare con una parola l\u2019approccio che ci \u00e8 parso accomunare tutti gli esempi di case che abbiamo visto, dovremmo scegliere probabilmente il termine \u201cleggerezza\u201d, nel senso di una consapevolezza che in fondo, lo spazio e la luce sono i grandi protagonisti e poi l\u2019arte sta nel vivere, nell\u2019accostare, nel sedimentare con gusto e con spensieratezza. Bene, ma se avete letto i dieci articoli gi\u00e0 pubblicati, certamente lo avrete capito che ora torniamo a parlare di questa nuova rubrica, battezzata col titolo di \u201cprogetti di vita\u201d.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Ci mancava un tassello e abbiamo deciso di fare un totale cambio di punto di vista. Dopo avere messo al centro per molto tempo gli architetti, abbiamo deciso di concentrarci sulla committenza, nella consapevolezza che in ogni caso il centro reale resta sempre l\u2019architettura. Ci siamo dati l\u2019obbiettivo di visitare delle case di grande valore architettonico, pezzi della storia dell\u2019architettura dell\u2019abitare nel nostro territorio; parlare con i loro proprietari cercando di indagare le loro scelte e comprendere come lo spazio che abitano \u00e8 un loro alleato nella vita quotidiana.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">L\u2019Architettura con la A maiuscola \u00e8 davvero governata dalla triade vitruviana di firmitas utilitas venustas (solidit\u00e0, utilit\u00e0 e bellezza). Quello che vogliamo sottolineare in questo caso \u00e8 il concetto della firmitas, intesa come qualit\u00e0 che fa s\u00ec che l\u2019architettura duri nel tempo, in un tempo lungo e non breve, un tempo che supera la singola generazione. Ed \u00e8 cos\u00ec che i proprietari di queste architetture, anche se non se ne rendono forse conto, sono pi\u00f9 dei custodi il cui compito \u00e8 quello di mantenere nel tempo queste case conservandone la loro bellezza e rinnovandole, attualizzandole in modo che continuino ad essere edifici utili ai loro abitanti.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Esterni_027.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;179px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5 style=\"text-align: left;\">La casa storicamente viene denominata \u201cCasa Manzano\u201d realizzata a Udine dall\u2019architetto Gino Valle tra il 1965 ed il 1966 per la famiglia Manzano. E\u2019 una casa contemporanea ma ha un tetto a falde, le finestre sono di proporzioni classiche, le murature esterne sono lavorate a fasce marcapiano ed anche il colore rosso in fondo appartiene ad una cromia che \u00e8 possibile ritrovare nella propria memoria.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Una casa progettata come un percorso nel quale rampe e scale si susseguono quasi senza soluzione di continuit\u00e0 fino in copertura. Una casa che segue alcuni dettami lecorbuseriani quali il tetto giardino, la pianta libera, le finestre a nastro e che allo stesso tempo mette in gioco, gi\u00e0 nel 1966, alcuni stratagemmi di sostenibilit\u00e0 quali la serra bioclimatica che conclude il corpo scale.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Un casa che non \u00e8 pi\u00f9 \u201cManzano\u201d e che gli attuali proprietari hanno voluto adattare alle loro esigenze ed attualizzare, sempre nel rispetto del progetto originario, affidandosi ad un altro architetto di grandissimo valore e capacit\u00e0 quale Federico Marconi.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5 style=\"text-align: left;\"><b>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di acquistare una casa di un architetto? Da che case arrivavate? Una casa importante e famosa nel panorama dell\u2019architettura a Udine: la conoscevate? Come \u00e8 nata la scelta dell\u2019architetto che vi ha progettato gli interni? Com\u2019\u00e8 stato il rapporto con lui? <\/b><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Vivevamo in un appartamento ristrutturato con molto gusto dall\u2019arch. Enrico Franzolini, le cui dimensioni per\u00f2 non erano pi\u00f9 adatte per la nostra famiglia. Cominciammo a cercare una casa pi\u00f9 spaziosa, che avesse un giardino e la possibilit\u00e0 di ricavare un appartamento, indipendente ma comunicante, per un aiuto domestico fisso che era diventato necessario visti i nostri impegni di lavoro ed i nostri tre figli. ed i nostri tre figli. Conoscevamo la casa, che sapevamo essere stata messa in vendita. La visitammo, ma in un primo momento il suo recupero ci parve un progetto davvero impegnativo. Qualcosa poi ci spinse a rivederla e capimmo che era il luogo in cui avremmo voluto vivere.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Acquisimmo la disponibilit\u00e0 ad assisterci nella realizzazione del progetto di recupero dell\u2019arch. Federico Marconi che ci aveva gi\u00e0 seguiti nella sistemazione degli spazi dello studio e del quale avevamo piena fiducia. Eravamo certi che la sua sensibilit\u00e0, cultura e la sua capacit\u00e0 professionale potessero consentire di adattare al meglio la casa alle nostre esigenze, soprattutto per quanto riguardava la progettazione degli interni, senza snaturarne lo spirito. Aveva pi\u00f9 volte collaborato con l\u2019arch. Gino Valle e ne era stato amico, ritenevamo che questo costituisse la garanzia che l\u2019intervento sarebbe stato rispettoso del progetto originario. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Il rapporto con l\u2019arch. Marconi, che fu affiancato dall\u2019arch. Massimo Rizzi, fu ottimo, \u00e8 una persona squisita, molto colta. E\u2019 un professionista decisamente convinto delle sue idee e risoluto nel farle accettare dai suoi clienti, quindi ci parve da subito chiaro che la scelta migliore fosse quella di affidarci completamente a lui e alle sue scelte, limitandoci a chiarire con precisione quali fossero gli obiettivi che avremmo voluto ottenere in termini di spazi e di sensazioni che la casa doveva comunicare.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Volevamo ricavare una camera per ciascuno dei nostri figli e che ciascuna camera avesse un suo bagno, tutti con finestra. Inoltre desideravamo una casa semplice, dove i ragazzi potessero sentirsi liberi, ma al tempo stesso volevamo che fosse una casa piacevole ed elegante, ove l\u2019eleganza fosse dipesa non dalla preziosit\u00e0 degli arredi bens\u00ec dall\u2019armonia dei colori utilizzati, dalla presenza di una luce radente, dall\u2019equilibrio dei volumi.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">L\u2019arch. Marconi volle, a ragione, utilizzare solo tre colori, il beige della pietra d\u2019Istria a pavimento, il faggio semievaporato per tutta la falegnameria della casa, boiserie comprese, e il \u201crosso Valle\u201d utilizzato per gli esterni e per molti particolari all\u2019interno.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">La nostra iniziale ritrosia ad usare la pietra quale unico rivestimento per i pavimenti, venne superata proprio grazie alla fiducia che riponevamo nel progettista: oggi possiamo dire con convinzione che la combinazione di questi tre colori e l\u2019uniformit\u00e0 del loro utilizzo in tutti i locali della casa, hanno consentito di ottenere un involucro molto neutro e accogliente, anche nelle camere. Crediamo che la sintesi corretta sia questa: \u00e8 importante scegliere un Professionista e farlo con molta attenzione, verificando che il suo approccio, le sue idee e il suo gusto siano allineati ai propri ed \u00e8 altres\u00ec importante comunicare con molta chiarezza quale debba essere il risultato che si vuole raggiungere suo tramite, ma \u00e8 poi necessario rispettarne la libert\u00e0 progettuale: solo in questo modo il risultato potr\u00e0 essere il migliore possibile.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Interni_008.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; custom_margin=&#8221;177px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5 style=\"text-align: left;\"><b>Fareste ancora le stesse scelte? <\/b><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">S\u00ec, con convinzione. L\u2019intervento ha uno spirito anni 50-60 reinterpretato in chiave contemporanea che ci piace ancora molto e che rende la casa senza tempo. Potrebbe essere stata disegnata ieri come cinquanta anni fa.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Le soluzioni degli architetti, sono state filtrate nel tempo dal nostro gusto nella scelta degli elementi di arredo, mescolando quanto da loro disegnato con sedute e oggetti di design contemporaneo, lampade vintage coeve alla casa e qualche oggetto di antiquariato appartenente alla nostra famiglia. Ci \u00e8 sempre rimasta la curiosit\u00e0 di verificare quale sarebbe stato l\u2019effetto che si sarebbe potuto ottene &#8211; re partendo da un progetto di valore e affidandone la ristrutturazione a un architetto con un budget limitatissimo: se \u00e8 vero, come crediamo, che il pregio di una casa stia soprattutto nei suoi volumi, nella luce che la pervade e nell\u2019armonia dei colori, dovrebbe essere possibile raggiungere questo risultato anche con materiali e arredi \u201cpoveri\u201d destinando la parte consistente del budget complessivo cos\u00ec risparmiato all\u2019acquisto di opere d\u2019arte. Sarebbe un esperimento interessante. destinando la parte consistente del budget complessivo cos\u00ec risparmiato all\u2019acquisto di opere d\u2019arte. Sarebbe un esperimento interessante.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Esterni_057.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_margin=&#8221;68px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5 style=\"text-align: left;\"><b>Come vivete gli spazi?<\/b><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Viviamo la casa con molta disinvoltura, volevamo una casa comoda che non rappresentasse in alcun modo un vincolo. \u00c8 abbastanza grande da consentire a ciascuno di avere il proprio spazio ma amiamo ritrovarci tutti assieme in soggiorno con il camino acceso a chiacchierare o a leggere.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Abbiamo fatto la scelta di non inserire il televisore in soggiorno destinandolo a quella che un tempo era la \u201csala giochi\u201d dei bambini; questo rende molto pi\u00f9 facile i momenti di conversazione, di lettura e di ascolto di buona musica, per noi alcuni dei veri lussi della vita.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">Anche la cucina \u00e8 uno spazio che viviamo molto anche perch\u00e9 tutti noi apprezziamo il buon cibo e sedersi a tavola assieme \u00e8 sempre una gioia. I ragazzi amano molto questa casa: due di loro studiano all\u2019estero ma sono sempre felici di farvi ritorno, \u00e8 un luogo che d\u00e0 loro sicurezza. Per come \u00e8 stata concepita \u00e8 anche una casa che si presta ad incontrare gli amici, ha spazi esterni molto piacevoli, ci piace organizzare delle cene, sempre in un clima informale e accogliente.<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Interni_063.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5 style=\"text-align: left;\"><b>Avete percepito e percepite una differente qualit\u00e0 di vita in questi spazi?<\/b><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">\u00c8 una casa molto adatta alle nostre esigenze di vita, che rispecchia la nostra personalit\u00e0 e nella quale \u00e8 piacevole vivere. Se le esigenze dovessero cambiare dovremmo cambiare casa: credo sia essenziale tenere sempre presente che, per quanto possa costituire un investimento importante per una famiglia, per quanto possa essere centrale nell\u2019organizzazione della propria vita, una casa non deve mai perdere la sua funzionalit\u00e0 in relazione alle esigenze contingenti, non deve diventare un vincolo: Platone diceva che l\u2019utile deve essere perfetto. per l\u2019uso (e l\u2019inutile assolutamente straordinario!).<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Interni_060.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Interni_198.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_5_line_height=&#8221;1.5em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h5><b>Questi luoghi hanno influito nel vostro modo di vita quotidiano, nel vostro umore, nello sviluppo di passioni o interessi? In sintesi, credete che la casa abbia in parte contribuito alla vostra maturazione come individui?<\/b><\/h5>\n<h5>La casa ha influito nel nostro modo di vita quotidiano nel senso che, essendo molto comoda e piacevole, lo ha semplificato. Non credo abbia contribuito allo sviluppo di passioni, il nostro interesse per l\u2019architettura era preesistente e la cura che abbiamo adoperato nell\u2019arredarla \u00e8 pi\u00f9 figlia del nostro carattere che un\u2019influenza della casa: personalmente sono convinto della verit\u00e0 dell\u2019asserzione di Mies Van Der Rohe che Dio \u00e8 nei dettagli e questo approccio lo avremmo usato qualunque fosse stata la casa da vivere. Non credo quindi che la casa abbia contribuito alla nostra maturazione come individui, ma costituisce un involucro ideale per trascorrere del tempo con la famiglia, leggere, scrivere, lavorare, ascoltare musica, incontrare gli amici, ovvero per molte delle attivit\u00e0 piacevoli nella vita di una persona. A parte una persona. A parte viaggiare: una volta lessi lo slogan di una pubblicit\u00e0 che diceva: \u201cdobbiamo percorrere il mondo e amare la nostra casa\u201d. Credo sia molto vero. E per poterla amare ritengo sia necessario cercare di renderla bella, qualunque essa sia e pur ovviamente in un\u2019accezione soggettiva del termine. Se alla bruttezza ci si abitua, ci si rassegna, la bellezza \u00e8 un\u2019emozione che si rinnova, uno stupore che perdura e che consente, se non di sviluppare una passione, di mantenerla viva e attraverso essa capire pi\u00f9 facilmente quali siano i propri talenti: propri talenti: la bellezza \u00e8 una chance e va ricercata e coltivata. una famiglia, per quanto possa essere centrale nell\u2019organizzazione della propria vita, una casa non deve mai perdere la sua funzionalit\u00e0 in relazione alle esigenze contingenti, non deve diventare un vincolo: Platone diceva che l\u2019utile deve essere perfetto per l\u2019uso (e l\u2019inutile assolutamente straordinario!).<\/h5>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Interni_253.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GinoValle_CasaManzano_Esterni_085.jpg&#8221; title_text=&#8221;GINO VALLE &#8211; Casa Manzano&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_divider _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_divider][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-52px||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p>Articolo per conto dell&#8217;Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Udine apparso sul n\u00b0102 della rivista VistaCASA\u00a0 gennaio-febbraio 2021<\/p>\n<p>Fotografie: Elia Falaschi<\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno nuovo, rubrica nuova. 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Il secondo protagonista della nostra storia invece \u00e8 l\u2019Istituto Malignani, opera progettuale degli architetti Renzo Agosto, Emilio Mattioni, Enzo Pascolo e Roberto Panelli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaId\":31,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=31\",\"mediaType\":\"image\"} -->\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto spesso scuole, teatri, strade e piazze portano il nome di personalit\u00e0 illustri e ne ricordano la storia, tuttavia si limitano a tramandare una memoria. In questo caso a ben guardare sembra esserci un legame differente, pi\u00f9 solido.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pare che ci sia una continuit\u00e0 una lezione, un modus operandi che unisce un edificio ad un uomo attraverso il pensiero di altri uomini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E cos\u00ec in questo pezzo che stiamo scrivendo non vi racconteremo della storia di Arturo Malignani, altri autori pi\u00f9 illustri di noi lo hanno gi\u00e0 fatto egregiamente, e difficilmente ripercorreremo il racconto della realizzazione dell\u2019Istituto. Tanto meno vi descriveremo quest\u2019ultimo perch\u00e9 siamo convinti che le fotografie scattate per noi da Massimo Crivellari parlino gi\u00e0 da sole ed inoltre siamo certi che quasi tutto voi lettori abbiate chiaro in mente questo edificio davanti al quale sarete passati molte e molte volte. Un edificio che davvero rappresenta una delle porte alla citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece proveremo a mettere in parallelo alcune questioni come la citt\u00e0, l\u2019innovazione costruttiva, le relazioni, le opportunit\u00e0 e l\u2019idea di lusso. Prima quindi di parlare dell\u2019Istituto, dell\u2019edificio, della sua architettura \u00e8 urgente iniziare a ragionare di altro, probabilmente pi\u00f9 importante, pi\u00f9 sostanziale. Ogni volta che scriviamo un articolo ci catapultiamo per un certo periodo in un mondo nuovo, facciamo ricerche, leggiamo pubblicazioni, parliamo con testimoni, ci facciamo un\u2019idea del contesto, prendiamo le misure prima di dire la nostra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla fine dell\u2019800 quando Arturo Malignani brevetta il suo sistema per fare il vuoto all\u2019interno delle lampadine, brevetto che poi vender\u00e0 ad T.A. Edison, risolvendo i problemi finanziari di entrambi e delle rispettive famiglie per alcune generazioni. Per poi passare alla met\u00e0 del \u2018900, al concorso per l\u2019Istituto Malignani vinto da Agosto,Mattioni,Panelli, Pascolo. Ci siamo fermati ed abbiamo fatto quattro conti. L\u2019et\u00e0! L\u2019et\u00e0 di tutti i protagonisti di queste due storie. Malignani aveva 23 anni quando ha letteralmente la sua \u201cilluminazione\u201d ed ottiene l\u2019appalto di gestire l\u2019illuminazione pubblica della citt\u00e0 di Udine ed i quattro architetti hanno una media di 29 anni quando vincono il concorso per la pi\u00f9 importante struttura scolastica della Provincia, ad oggi una delle scuole pi\u00f9 grandi d\u2019Italia. E la cosa \u00e8 in fondo tutt\u2019altro che straordinaria anzi \u00e8 logica, le neuroscienze ci hanno ormai insegnato che quelli sono gli anni in cui la corteccia prefrontale si \u00e8 completamente formata, le energie dell\u2019individuo sono massime, il suo entusiasmo vitale altrettanto, gli studi fanno ancora parte del quotidiano. Quello \u00e8 il momento della vita di un individuo in cui \u00e8 possibile esprimere il massimo del proprio potenziale, del proprio genio, Einstein a 26 anni elabora la teoria della relativit\u00e0 ristretta e rivoluziona la fisica newtoniana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:media-text {\"mediaPosition\":\"right\",\"mediaId\":33,\"mediaLink\":\"https:\/\/architrip.it\/?attachment_id=33\",\"mediaType\":\"image\",\"mediaWidth\":56} -->\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 56%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\"><!-- wp:paragraph {\"placeholder\":\"Contenuto\u2026\"} -->\n<p>E noi che scriviamo in questo momento siamo dei \u201cgiovani\u201d architetti ultra quarantenni che pazientemente attendono la propria occasione. Questa riflessione non ha alcuna finalit\u00e0 di autocommiserazione quanto al contrario di mera e concreta polemica verso un sistema, quello attuale, incapace di comprendere come la strategia per ottenere grandi risultati, come quelli di cui stiamo parlando passa unicamente dalla valorizzazione dei giovani e delle loro enormi potenzialit\u00e0. E questo lo facciamo con ancor pi\u00f9 forza dopo aver passeggiato per aule e corridoi di quello straordinario edificio che \u00e8 il Malignani ed aver respirato energia e potenzialit\u00e0 che deve essere immediatamente messa in campo, utilizzata da e per la nostra societ\u00e0, che al contrario oggi vede spesso i giovani come strumento e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/architrip.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Malignani-3-1024x679.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-33 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n<!-- \/wp:media-text -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma i 5 giovani di cui stiamo raccontando che sono vissuti a poco pi\u00f9 che cinquant\u2019anni di distanza tra loro, in epoche molto diverse, sono comunque giovani pieni di energia e perfettamente inseriti all\u2019interno dei pi\u00f9 stimolanti, oggi si direbbe \u201cnetwork culturali\u201d. Arturo Malignani dalla provincia udinese si muove verso Padova e Milano dove intesse relazioni con personalit\u00e0 del calibro di Giuseppe Colombo che gli permetter\u00e0 di entrare in contatto con la Edison, rapporto che avr\u00e0 il suo culmine con un viaggio direttamente a New York.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro architetti in egual modo fanno parte di quella generazione che importa la lezione del moderno a Udine e lo fa grazie anche ad un costante dialogo tra architetti ed un fortissimo legame con quel potentissimo serbatoio di energia che \u00e8 lo IUAV di Venezia negli anni di Samon\u00e0, Gardella, Scarpa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un circolo di architetti pronti ad andare a costruire relazioni fuori dai confini nazionali studiando l\u2019opera organica di Frank Lloyd Wright piuttosto che quella razionale di Le Corbusier o meglio ancora il lavoro di sintesi di Alvar Aalto che pi\u00f9 dei primi due ha profondamente influenzato l\u2019architettura friulana di quegli anni. In questo costante lavoro di ricerca e di costruzione di relazioni, immaginiamo difficili in tempi di viaggi in nave di lettere scritte a mano, vediamo una seconda lezione quella di ricercare lontano, di mettersi in discussione di voler crescere assieme agli altri. Una lezione troppo spesso dimenticata oggi in questo mondo cos\u00ec vicino nel quale con un click \u00e8 possibile raggiungere e parlare praticamente con chiunque... ma oggi siamo tutti di fretta e tutti cos\u00ec concentrati su noi stessi, spesso spaventati dal confronto e gelosi delle proprie conquiste. E quella parte del mondo che al contrario ha capito che assieme si \u00e8 molto di pi\u00f9 inesorabilmente avanza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza lezione che abbiamo imparato \u00e8 che tutto parte dalla visione di citt\u00e0. Ed oggi appare cos\u00ec difficile ragionare sulla citt\u00e0 e soprattutto incidere su di essa attraverso progetti sostanziali. Malignani concentra davvero le sue attivit\u00e0 per lo sviluppo di Udine e lo fa su molti fronti diversificati. Inizia dall\u2019illuminazione cittadina portando Udine ad essere la citt\u00e0 meglio illuminata al mondo alla fine dell\u2019800, passa a realizzare microcentrali idroelettriche sfruttando il circuito delle rogge, realizza un importante osservatorio meteorologico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizza una linea di tram elettrico che collega la citt\u00e0 fino a Tarcento, quanto sarebbe utile oggi che la via Nazionale \u00e8 divenuto un importante ed intasato asse commerciale. Allo stesso tempo gli architetti vincitori del concorso per l\u2019Istituto Malignani avevano una ferma e solida convinzione che la professione dell\u2019architetto dovesse prima di tutto avere un ruolo sociale e per questo influenzare profondamente le scelte che intervengono sulla forma della citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comprendevano perfettamente che il loro progetto in quanto pezzo di citt\u00e0 ne avrebbe necessariamente condizionato lo sviluppo fino ad oggi ed oltre. Inutile nascondere il fatto che tale visione \u00e8 strettamente politica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giova tuttavia ricordare che politica \u00e8 \u201cpolitik\u00e9\u201d e cio\u00e8 \u201cci\u00f2 che attiene alla citt\u00e0\u201d, lo sapevano bene i quattro architetti. Tutto questo oggi appare dimenticato, in questi tempi in cui la politica ha paura a parlare di urbanistica, in questi tempi in cui non si \u00e8 capaci di costruire una visione di citt\u00e0, in questi tempi in cui gli architetti, che di polis se ne intendono, sono gli ultimi ad essere ascoltati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia costruttiva lega i due Malignani e rappresenta per noi un ulteriore punto di riflessione. Arturo \u00e8 un imprenditore del cemento armato, di cui coglie le enormi potenzialit\u00e0. Fonda infatti nel 1907 la Societ\u00e0 Cementi del Friuli che nel 1921 si espander\u00e0 anche in Veneto. E\u2019 evidente che oltre al fiuto imprenditoriale in lui c\u2019\u00e8 anche, come sempre, un fortissimo entusiasmo per l\u2019innovazione ne \u00e8 evidenza il suo progetto per una torre in cemento alta 325 metri.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l\u2019Istituto che porta il suo nome \u00e8 una perfetta esemplificazione della potenzialit\u00e0 costruttiva ed allo stesso tempo espressiva del cemento armato. La lezione modernista \u00e8 viva in questo edificio costruito mediante principi di modularit\u00e0 ed ottimizzazione realizzativa. Siamo davanti ad uomini che credono nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, scommettono su di essere e le utilizzano in modo coraggioso nella consapevolezza che solo in questo modo si pu\u00f2 avere progresso. Il coraggio di quegli anni dovrebbe farci riflettere rispetto ad un\u2019attuale attitudine a nascondersi troppo spesso dietro al gi\u00e0 noto, alla via gi\u00e0 percorsa e per questo considerata sicura, in ci\u00f2 quello che noi di sicuro vediamo \u00e8 un rallentamento della spinta innovativa ed una stagnazione culturale della disciplina architettonica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo le lezioni ragionando su un punto del bando di concorso per l\u2019Istituto, un bando scritto in sole 15 pagine ma chiarissimo. Un bando che potrebbe essere di esempio. Ma ora ci interessa una precisa affermazione contenuta nel testo \u201cl\u2019edificio dovr\u00e0 avere la massima sobriet\u00e0 escludendo ogni elemento di lusso\u201d. Passeggiando per gli ampi corridoi invasi al pari della aule dalla luce naturale, guardando dalle finestre lo spazio verde che circondo l\u2019edificio, ammirando le opere d\u2019arte di Ciussi, affacciandoci dalle balconate dell\u2019ingresso quasi fossimo in un foyer teatrale ci chiediamo se davvero non siamo al contrario circondati dal lusso. Un lusso fatto di qualit\u00e0 dello spazio, di semplificazione dei flussi, di funzionalit\u00e0 costante di una macchina che assolve pienamente alla sua funzione, come direbbe l\u2019architetto Riccardo De Santis, di edificio educante proprio in virt\u00f9 di quella per noi enormemente lussuosa qualit\u00e0 spaziale che \u00e8 il frutto del sapiente dosaggio di proporzioni, di bioclimatica (che non \u00e8 una cosa nuova ma antica), di scelta dei materiali. Ed \u00e8 proprio questo lusso silenzioso e discreto che non si vede che forse permette l\u2019innescarsi di relazioni tra persone in un edificio che \u00e8 una citt\u00e0, relazioni che forse genereranno opportunit\u00e0 per quei giovani che si approcciano a costruire il futuro. Punti di riflessione che ci sono parsi sorprendentemente vicini elementi senza tempo che davvero possono modificare la qualit\u00e0 del nostro vivere. Lezioni che si sono fatte materia e che hanno caratterizzato le vite di persone che amavano profondamente i loro mestieri, questo portiamo con noi dopo aver conosciuto i Malignani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"2880","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-30","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-progetti-di-vita"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>LO SPIRITO DELLA CASA - Architrip<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/architrip.it\/?p=30\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"LO SPIRITO DELLA CASA - Architrip\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Anno nuovo, rubrica nuova. 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